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Caro Sig .... Roby2000? (sta per Roberto, credo non sia Colla ), intanto la ringrazio per le sue specificazioni, ma la posta militare della 2a guerra mondiale sul fronte russo è ahimè.... soltanto uno dei tanti delimitati argomenti che studio e colleziono da oltre 30 anni. Non per questo desidero peccare di presunzione: sono sempre come quello scolaretto in grembiulino e fiocchetto con la cartella sotto l'ascella, pronto ad acquisire luci ed ombre della scienza e del sapere collezionistico. Dal tono della risposta mi sembra, però, di avere un po’ urtato la sua suscettibilità e ne sono rammaricato, pronto a conoscerla di persona per prendere un caffè insieme, ma il mio scrivere non voleva essere polemico o irrisorio, ma cercava di stimolare per un approfondimento, visti, gli interrogativi proposti , e non a caso. Andando ora alle cose serie, dopo quanto ha affermato. Non mi esprimo ancora sulla localizzazione effettiva del personale del reparto mittente, in quanto dobbiamo accertare se si trattava di un ospedale principale o da campo o si una sezione di sanità contrassegnate col n.7, anche perché ad una prima ricerca , un ospedale di riserva n. 7 sembra non esserci stato in Russia. Ma la mia ipotesi storico postale con instradamento del pezzo, confortata da riscontro di altri casi simili occasionali avvenuti non solo in Russia, e non solo durante la 2° guerra mondiale, parte dall’analisi tecnica di quello che si può rilevare dalla scansione del suo pezzo: 1° - il francobollo utilizzato non è mai arrivato in Russia, è stato distribuito scarsamente oltreconfine, come in Albania anche nelle zone del nord acquisite dalla Jugoslavia; 2° (il dato principale che mi ha portato a scrivere) l’annullo, che ho ingrandito dalla sua scansione, ha, a mio parere, come prima cifra il numero 4, un po’ smosso. A suupoorto, non esiste nelle diverse tipologie marcofile che conosco un bollo della 102 di quel tipo dove un 1 sembrerebbe un 4, mentre l'annullo sulla sua busta , ugualmente interessante forse molto più di quanto sembri , è tipico del terzo tipo di vidimazione usata dall'ufficio numero 402 di Durazzo. Io la manderei al perito ( se bastasse un semplice mittente per stabilire la provenienza di un pezzo staremmo freschi! poi i medici , personale spesso in movimento, e privilegiato in guerra, le pensavano tutte per fare arrivare una loro missiva in momenti difficili, affidandola ad altro militare in partenza o in trasferimento); 3°. ed è proprio da Durazzo che per nave (le farò sapere in quel periodo quali navi militari e non, incrociavano ) la busta arrivò al porto di Venezia; le ricordo, che venivano censurate dall’ufficio della marina solo le missive arrivare via mare - se tutti i porti di mare (come li chiama lei, non so quali sono quelli di terra, ad eccezione degli aeroporti) avessero fatto nel perido in tal modo, non avremmo più capito niente, la censura invece era un organizzo molto ben organizzato). Ecco tutto, senza alcuna saccenza: è una ipotesi plausibile e praticabile? Infine, sono d’accordo che non ci sono professori in materia, ma solo, più o meno avanzati studiosi, mentre non sono d’accordo che attraverso un Forum si creino erroneamente delle rarità che poi tali non sono, dove qualche nostro lettore potrebbe… un domani abboccare!.Il Forum AICPM è un'iniziativa veramente interessante, formativa ed interessante, ed al tal proposito, ho notato che ha scritto sul Forum su altri argomenti di vario tipo: quando avrò un pò di tempo, dirò la mia con quanche approfondimento e precisazione. Sull'argomento in questione se non vi è niente di nuovo e sostanziale , per me "de hoc satis", sempre convinto che le "postume riparazioni siano sempre segni di ritardata giustizia", La saluto cordialmente Franco Napoli
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