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MessaggioInviato: 11/05/2022, 5:51 
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Iscritto il: 20/09/2012, 15:06
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Il tema, ovviamente, trova la sua massima espressione nelle divisioni cecoslovacche che, al momento, non tratterò anche perché ampiamente affrontate in altri thread, preferendo le altre nazionalità.
Spero che possano essere mostrati oggetti poco noti e difficilmente rintracciabili


Allegati:
Commento file: Compagnia jugoslava
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IMG_20220509_022354.jpg [ 2.17 MiB | Osservato 521 volte ]
Commento file: Centuria serba
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IMG_20220509_022426.jpg [ 1.77 MiB | Osservato 521 volte ]
Commento file: Legione rumena fronte
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IMG_20220509_022554.jpg [ 2.31 MiB | Osservato 521 volte ]
Commento file: Legione rumena retro
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IMG_20220509_022517.jpg [ 1.35 MiB | Osservato 521 volte ]
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MessaggioInviato: 11/05/2022, 8:04 
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Documenti difficili da trovare e di grande interesse! Complimenti David
Roby


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MessaggioInviato: 11/05/2022, 8:36 
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Iscritto il: 09/09/2012, 20:39
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Concordo col commento di Roberto.
Tuttavia mentre capisco che i romeni del campo di Avezzano fossero ex soldati regioimperiali perché alcune zone della Romania erano allora sotto lAustria, per i serbi non parlerei di prigionieri. La Serbia faceva parte dell Intesa. Penserei che i tuoi esempi fossero di soldati ausiliari su base volontaria, paragonabili alle nostre Taif in Francia.


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MessaggioInviato: 11/05/2022, 12:25 
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Concordo pienamente con te Enrico l'appellativo non si attaglia per i serbi...forse un po' diversa la questione per gli jugoslavi


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MessaggioInviato: 11/05/2022, 12:27 
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Tempo fa su una pubblicazione dello stato Maggiore avevo letto anche di reparti polacchi(ex prigionieri) ma non ho mai visto pezzi postali


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MessaggioInviato: 11/05/2022, 15:09 
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p.m.pistoia ha scritto:
Concordo col commento di Roberto.
Tuttavia mentre capisco che i romeni del campo di Avezzano fossero ex soldati regioimperiali perché alcune zone della Romania erano allora sotto lAustria, per i serbi non parlerei di prigionieri. La Serbia faceva parte dell Intesa. Penserei che i tuoi esempi fossero di soldati ausiliari su base volontaria, paragonabili alle nostre Taif in Francia.

Tuttavia non va sottovalutato il fatto che una parte delle popolazioni soggette originariamente al regime imperiale austro-ungarico fosse di lingua serba. Ecco una stima delle appartenenze linguistiche dei sudditi imperial-regi presa da wikipedia:
Tedeschi 24%
Ungheresi 20%
Cechi 13%
Polacchi 10%
Ucraini 8%
Romeni 6%
Croati 5%
Slovacchi 4%
Serbi 4%
Sloveni 3%
Italiani 3%
Come si vede i sudditi austroungarici di lingua serba erano piu' numerosi di quelli di lingua italiana...
Non so se il calcolo di wikipedia tiene conto della Bosnia-Erzegovina, ne' se le popolazioni di questa regione erano soggette alla leva militare; ma sicuramente c'erano serbi anche in altre zone dell'impero.

_________________
Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 11/05/2022, 15:32 
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Iscritto il: 20/09/2012, 15:06
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Grazie Riccardo del tuo approfondimento che, al di là della reale entità delle percentuali di Wikipedia rende benissimo l'idea del crogiuolo di etnie che era l'impero austro ungarico


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MessaggioInviato: 12/05/2022, 16:40 
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Ho visto su Delcampe un esemplare nuovo della cartolina della Legione Romena in Italia. Eccola:
fronte
Allegato:
fronte.jpg
fronte.jpg [ 329.79 KiB | Osservato 459 volte ]

retro
Allegato:
vero.jpg
vero.jpg [ 216.55 KiB | Osservato 459 volte ]

Ho anche trovato un sito che parla di questa Legione:
''Grazie al diretto interessamento del Ministro della guerra italiano, Vittorio Zuppelli, fu costituita la “Legione Romena d’Italia”, posta sotto il comando del generale di brigata Luciano Ferigo e sede ad Avezzano. Il piano messo a punto da Ferigo prevedeva che da tutti i campi di prigionia i soldati romeni venissero radunati nel centro abruzzese, inquadrati militarmente e forniti di tutto il necessario equipaggiamento bellico... Il 28 giugno 1918 la prima delle tre compagnie romene, inquadrate nella VIII, V, IV armata italiana, ricevette la “Bandiera di guerra” a Ponte di Brenta (Padova). Da quel momento la Legione Romena d’Italia poteva dirsi operativa e avrebbe combattuto distinguendosi in quella che sarebbe passata alla storia come la terza battaglia del Grappa del 24 ottobre del 1918 e nella offensiva di Vittorio Veneto che portò al collasso dell’esercito austro- ungarico e alla fine della guerra sul fronte italiano''.
....
Non trovo invece nulla su un possibile reclutamento di prigionieri austro-ungarici di etnia serba, che forse vennero impiegati semplicemente in varie attivita' come molti dei prigionieri ''austriaci''.
....
Per i polacchi venne fatto pochino: ho trovato in rete uno studio edito dallo Stato Maggiore dell'Esercito in cui si riepiloga la posizione italiana durante la prima guerra mondiale e negli anni successivi:
''L'atteggiamento politico italiano, così come quello degli altri
membri dell'Intesa, ebbe un mutamento con la caduta del
regime zarista. Il 30 marzo 1917, il nuovo governo provvisorio
russo, nato dalla Rivoluzione del Febbraio, si rivolse ai Polacchi
con un proclama in cui si prometteva la costituzione di uno Stato
autonomo comprendente tutte le terre da loro abitate. Il
governo italiano, con un telegramma dello stesso Boselli,
espresse il suo pieno appoggio a quella iniziativa. Inoltre, Il 20
giugno 1917, Sonnino, primo tra i ministri degli Esteri dell'Intesa,
dichiarò ufficialmente in Parlamento che uno degli obbiettivi
degli alleati era la restaurazione della Polonia.
Successivamente, il 30 ottobre 1917, il nuovo governo di unità
nazionale, presieduto dall'onorevole Orlando e con Sonnino
sempre ministro degli Esteri, riconobbe il Comitato Nazionale
Polacco (K.N.P.) di Parigi come delegazione ufficiale della
Polonia e Kostanty Skirmunt come suo rappresentante.
Anche durante il Congresso delle Nazioni Oppresse
dall'Austria - Ungheria ( 5-10 aprile 1918), organizzato a Roma
dalle autorità governative per indurre i soldati slavi ad
abbandonare l'esercito asburgico, la questione polacca,
nonostante mancasse la delegazione del K.N.P, fu ricordata
favorevolmente da Orlando, che incontrò tutte le delegazioni dei
vari popoli slavi presenti al Congresso.
D'altro canto va sottolineato come Sonnino inizialmente si
irrigidisse sul testo della dichiarazione congiunta del 3 giugno
1918 in relazione al problema di un accesso al mare per la
Polonia, nel timore che tale riconoscimento fosse causa di
future concessioni alla Serbia.
Al di là di questi malintesi i rapporti italo-polacchi
proseguirono abbastanza positivamente fino al riconoscimento
definitivo della nuova repubblica polacca. Il 24 agosto 1918 il
Governo italiano acconsentì a trattare i polacchi in Italia, forniti
di un riconoscimento della Missione a Roma del K.N.P., come
cittadini stranieri di uno Stato amico. Successivamente le
autorità italiane concessero la liberazione dei prigionieri di
nazionalità polacca dell'esercito asburgico, detenuti in Italia, e
disposero il loro trasferimento in Francia per costituire l' armata
del generale Haller''.

_________________
Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 12/05/2022, 22:55 
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somalafis ha scritto:
p.m.pistoia ha scritto:
Concordo col commento di Roberto.
Tuttavia mentre capisco che i romeni del campo di Avezzano fossero ex soldati regioimperiali perché alcune zone della Romania erano allora sotto lAustria, per i serbi non parlerei di prigionieri. La Serbia faceva parte dell Intesa. Penserei che i tuoi esempi fossero di soldati ausiliari su base volontaria, paragonabili alle nostre Taif in Francia.

Tuttavia non va sottovalutato il fatto che una parte delle popolazioni soggette originariamente al regime imperiale austro-ungarico fosse di lingua serba. Ecco una stima delle appartenenze linguistiche dei sudditi imperial-regi presa da wikipedia:
Tedeschi 24%
Ungheresi 20%
Cechi 13%
Polacchi 10%
Ucraini 8%
Romeni 6%
Croati 5%
Slovacchi 4%
Serbi 4%
Sloveni 3%
Italiani 3%
Come si vede i sudditi austroungarici di lingua serba erano piu' numerosi di quelli di lingua italiana...
Non so se il calcolo di wikipedia tiene conto della Bosnia-Erzegovina, ne' se le popolazioni di questa regione erano soggette alla leva militare; ma sicuramente c'erano serbi anche in altre zone dell'impero.

Continuo ad essere della mia opinione circa i pezzi presentati da David circa gli ex prigionieri inquadrati in reparti cobelligeranti con l'esercito italiano (titolo del thread).
A parte il fatto delle etnie, la Serbia non può essere paragonata ad altre nazioni, in quanto facente parte dell'Intesa fin dall'inizio della guerra, non era una nazionalità sottoposta ma uno stato a tutti gli effetti alleato di Francia, Russia o Inghilterra, non come per esempio la Romania, che aderì successivamente.
Nell'esercito dell' impero austro ungarico erano presenti sicuramente tutte quelle etnie, ma gli Austriaci usavano "adoperare" le varie etnie in zone belliche distanti da quelle di possibile attrazione patriottica (vedasi gli italofoni mandati in Galizia e la loro vicenda successiva come ex prigionieri). Comunque se tra i prigionieri da noi catturati vi fosse stato un soldato di etnia serba, le possibilità erano due: se era un convinto suddito di Vienna avrebbe giustamente continuato a fare il prigioniero, altrimenti visto che l'esercito serbo esisteva sarebbe stato spedito al fronte in quelle fila.
Ma andando sui singoli pezzi esposti, una è scritta in italiano verso un destino civile italiano (nel 1919 a guerra finita), l'altra è addirittura scritta ad una posta militare serba (Vojna posta nr.80) nell'Armee d'Orient. Posso pensare che l'Italia ha avuto parte nella traslazione dell'esercito serbo sconfitto e che per qualche motivo aliquote di serbi siano rimasti cogli Italiani (magari all'inizio feriti ricoverati nei ns. ospedali, persone con ridotte capacità militari come potevano essere appunto quelli da destinare a formazioni di supporto come le centurie).
Secondo me per quanto sopra detto non esistono prigionieri serbi ex soldati imperialregi che scrivano poi con timbri militari di franchigia postale italiana, si dovrebbero cercare evidenze di pow sulle apposite cartoline predisposte all'uopo, ma ripeto, per me, queste non sono evidenti corrispondenze di ex prigionieri (senza nulla togliere alla rarità dei pezzi che David ci ha fatto vedere e per la quale rarità gli ho già fatto, come sempre, i complimenti).


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MessaggioInviato: 13/05/2022, 9:39 
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p.m.pistoia ha scritto:
.... l'altra è addirittura scritta ad una posta militare serba (Vojna posta nr.80) nell'Armee d'Orient....

Sono sostanzialmente d'accordo con te, anche per la ''diffidenza'' italiana nei confronti delle popolazioni della futura Jugoslavia, diffidenza legata agli obiettivi annessionistici adriatici previsti dal Trattato di Londra .
Direi che quella cartolina si riferisce a queste vicende, tratte sempre da wikipedia:
'''Circa 145.000 soldati serbi salvati dai porti dell'Albania furono trasferiti a Corfù dove furono riorganizzati con l'assistenza della Francia. Furono costituite tre piccole armate ciascuna composta da due divisioni di fanteria oltre a una divisione di cavalleria autonoma; una divisione serba annoverava 20.000 uomini ripartiti in tre reggimenti di tre battaglioni ciascuno, uno squadrone di cavalleria, un reggimento di artiglieria da montagna, due compagnie di genieri e unità di appoggio vario.
A fine giugno 1916 la Russia costituì una Divisione di volontari serbi con prigionieri di origine slava dell'esercito austro-ungarico catturati sul fronte orientale; l'unità si batté con le armate russe in Dobrugia e nel settembre dello stesso anno venne affiancata da una seconda divisione andando a formare il Corpo volontari serbi: forte di circa 28.000 uomini, il corpo raggiunse il fronte di Salonicco all'inizio del 1917, dove fu integrato nelle armate serbe con il nome di Divisione jugoslava''

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Riccardo Bodo


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