L’AMGOT ha imposto una valuta d’occupazione stampata negli Stati Uniti. Si tratta dell’Am-lira. Il valore era di 100 Am-lire per un dollaro USA. Intercambiabile con la lira italiana, l’Am-lira è stata una delle cause della rilevante inflazione sviluppatasi in Italia al termine del conflitto bellico. Pubblico la banconota da 1 Am-Lire e la banconota da 100 Am-Lire (sono banconote della seconda emissione). Nella prima emissione, frettolosa e grossolana, il valore veniva espresso solo con cifre numeriche. Nella seconda emissione sulle banconote furono invece stampate le scritte LIRA o LIRE e ISSUED IN ITALY. Le banconote da 1, 2, 5 e 10 lire avevano forma quadrata, mentre le banconote da 50, 100, 500 e 1000 Lire avevano forma rettangolare. Tutti i biglietti riportano sul retro, in inglese, le quattro libertà sancite nella costituzione degli Stati Uniti: libertà di parola, libertà di religione, libertà dal bisogno, libertà dalla paura. L’armistizio di Cassibile ha obbligato il Governo italiano a riconoscere questa valuta di occupazione, con un tasso di cambio estremamente punitivo imposto dalle nazioni vincitrici, pari a più del quintuplo di quello di mercato. I cittadini e le banche italiane furono obbligati ad accettare allo stesso cambio dai soldati alleati anche le banconote in dollari, come pure quelle in sterline. Con la proclamazione della Repubblica nel 1946 l’AM-Lira cessava di essere moneta di occupazione in quanto veniva permesso alla Lira di tornare a fluttuare liberamente sul mercato dei cambi, ma ha continuato ad essere usata insieme alle banconote normali e alle nuove monete di alluminio sino al 3 giugno 1950, e sino alla restituzione di Trieste all’Italia nel 1954.
marco rossignoli
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