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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: poesie dal campo di concentramento
MessaggioInviato: 10/02/2019, 13:34 
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Renato Ferrigno era un internato (n. 655) del Campo di Terni, che nel 1945 accoglieva Italiani "non graditi" agli Alleati , compromessi col passato regime , aderenti alla RSI. Trovò il tempo e l'ispirazione di scrivere rime, prima raccolte sui giornali interni del campo, autogestiti dai prigionieri, e poi raccolte in una pubblicazione del 1947 Musa... internata editata dalla pisana Nistri Lischi (n.b. uno dei Lischi fu anch'egli internato dagli Alleati).
a pag. 35 la poesia Fiocco Bianco è dedicata al neonato nel blocco femminile del R Internee Camp. Al''interno del volume c'era il manoscritto originale che ripropongo a lato di quello pubblicato.


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MessaggioInviato: 10/02/2019, 14:33 
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Iscritto il: 30/10/2012, 14:25
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Mi ha colpito la poesia o meglio trovare la sensibilità poetica in un campo di concentramento. Anche in mezzo ai rovi brilla una goccia di rugiada.
Roby


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MessaggioInviato: 10/02/2019, 15:16 
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Molto bella, e non comune, il ritrovamento del manoscritto originale della poesia all'interno del testo stampato.Saluti Ricky.


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MessaggioInviato: 12/02/2019, 23:50 
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Iscritto il: 08/09/2012, 13:21
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accipicchia che forum !!
guardate questo post di due anni fa :
r internee camp = campo di Terni per italiani della rsi.
Se è lui però risulta dal documento internato 258 non 655 come riportato

viewtopic.php?f=17&t=2882&hilit=+internee

una coincidenza lo stesso cognome o la stessa persona?
la data di cattura sul foglio dice settembre 44.
umberto


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MessaggioInviato: 13/02/2019, 15:43 
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Iscritto il: 02/11/2012, 20:12
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morek ha scritto:
Se è lui però risulta dal documento internato 258 non 655 come riportato
Il diverso numero potrebbe indicare non persone diverse ma campi di internamento diversi: suppongo che ognuno usasse la propria numerazione degli "ospiti".
Michele

_________________
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MessaggioInviato: 13/02/2019, 17:26 
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Iscritto il: 19/05/2015, 19:41
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Località: COLLEGNO (TORINO)
morek ha scritto:
accipicchia che forum !!
guardate questo post di due anni fa :
r internee camp = campo di Terni per italiani della rsi.
Se è lui però risulta dal documento internato 258 non 655 come riportato

viewtopic.php?f=17&t=2882&hilit=+internee

una coincidenza lo stesso cognome o la stessa persona?
la data di cattura sul foglio dice settembre 44.
umberto

Ciao Umberto a me pare che il numero dell'internato sia 125 invece di 258 o mi sbaglio? In ogni caso questa evenienza non cambia nulla alla storia, in quanto risulterebbero sempre due matricole differenti.Ma nel certificato presentato mi pare di leggere il Cognome FERRIGNO seguito da una Z. che dovrebbe essere l'iniziale del Nome..(Zaccaria, Zeno, etc...).mentre l'altro si chiamava Renato.Se quanto ipotizzato corrispondesse a verità si tratterebbe di due persone diverse, con lo stesso cognome, magari imparentate tra di loro e internate nel medesimo campo.Saluti Riccardo.


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MessaggioInviato: 13/02/2019, 20:00 
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Nei campi per civili potevano benissimo esserci persone imparentate fra loro, infatti Renato 655 era fratello di Zevio 125.
I due , amici dei Lischi editori a Pisa, anch'essi protagonisti della vita culturale pisana nel dopoguerra, furono legati al Premio Letterario Pisa e al Gruppo Artistico-Letterario la Soffitta.


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MessaggioInviato: 13/02/2019, 20:15 
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michele.caso ha scritto:
morek ha scritto:
Se è lui però risulta dal documento internato 258 non 655 come riportato
Il diverso numero potrebbe indicare non persone diverse ma campi di internamento diversi: suppongo che ognuno usasse la propria numerazione degli "ospiti".
Michele


A memoria mi ricordo che la matricola di pow data ai campi alleati per prigionieri di guerra per es. Egitto o India non variava anche in caso di cambio campo e seguiva il militare.

allego scan di due corrispondenze dall'Egitto del medesimo prigioniero, matricola 386410, una dal campo 304 e l'altra dal 312.

In questo caso comunque i due fratelli furono internati entrambe nel campo n.2 per internati civili , situato a Terni, dopo essere passati da quello di "smistamento" a Stagno (LI).


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MessaggioInviato: 14/02/2019, 10:26 
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p.m.pistoia ha scritto:
michele.caso ha scritto:
morek ha scritto:
Se è lui però risulta dal documento internato 258 non 655 come riportato
Il diverso numero potrebbe indicare non persone diverse ma campi di internamento diversi: suppongo che ognuno usasse la propria numerazione degli "ospiti".
Michele


A memoria mi ricordo che la matricola di pow data ai campi alleati per prigionieri di guerra per es. Egitto o India non variava anche in caso di cambio campo e seguiva il militare.

allego scan di due corrispondenze dall'Egitto del medesimo prigioniero, matricola 386410, una dal campo 304 e l'altra dal 312.

In questo caso comunque i due fratelli furono internati entrambe nel campo n.2 per internati civili , situato a Terni, dopo essere passati da quello di "smistamento" a Stagno (LI).


Non ero a conoscenza che a Stagno fosse presente un campo smistamento prigionieri a meno che non si intenda quello di Coltano : https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_ ... di_Coltano
Si riporta provincia di Pisa ed'è in realtà così ma geograficamente è a pochi Km da Livorno , dietro l'abitato di Tirrenia anche oggi chiamato Tombolo.
Luogo di efferatezze inaudite dettate da fame e povertà...http://iltirreno.gelocal.it/regione/201 ... -1.9820151

Nel 1947 fu girato anche un film : https://it.wikipedia.org/wiki/Tombolo,_paradiso_nero - con Aldo Fabrizi


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MessaggioInviato: 14/02/2019, 21:17 
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p.m.pistoia ha scritto:
A memoria mi ricordo che la matricola di pow data ai campi alleati per prigionieri di guerra per es. Egitto o India non variava anche in caso di cambio campo e seguiva il militare.
Indubbiamente i POW avevano un numero invariante per tutto il periodo di prigionia, ma qui si trattava di civili italiani internati in Italia, da cui la mia ipotesi, rivelatasi comunque errata visto che i due numeri identificavano due diversi internati e non il medesimo.
Michele

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MessaggioInviato: 15/02/2019, 19:37 
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marco lazzerini ha scritto:
Non ero a conoscenza che a Stagno fosse presente un campo smistamento prigionieri a meno che non si intenda quello di Coltano : https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_ ... di_Coltano
Si riporta provincia di Pisa ed'è in realtà così ma geograficamente è a pochi Km da Livorno , dietro l'abitato di Tirrenia anche oggi chiamato Tombolo.
michele.caso ha scritto:
Indubbiamente i POW avevano un numero invariante per tutto il periodo di prigionia, ma qui si trattava di civili italiani internati in Italia, da cui la mia ipotesi, rivelatasi comunque errata visto che i due numeri identificavano due diversi internati e non il medesimo.
Michele


Gentili amici, anche a me sono venute le stesse perplessità vostre, ho dato una risposta in base ai documenti in mano, ma non è detto che sia l'assoluta verità...quindi ho voluto vedere se riuscivo a trovare qualche altra notizia che ci confortasse nel delimitare ancora meglio una ipotesi la più plausibile. Sapendo di avere da qualche parte la pubblicazione di Jannaci sui "lager dei vinti", mi sono messo a ricercarla ed in una terza fila di volumi l'ho finalmente ritrovata e ne traggo le seguenti notizie.

Innanzitutto rispondo a Marco, che conosce meglio di me la realtà territoriale a lui limitrofa...ho un collega che abita a Coltano e mi rammentavo che appunto mi diceva della contiguità territoriale tra Coltano, Tombolo e Stagno, forse non separati tra loro, essendo zona paludosa, alluvionale che poi si inverdisce nella macchia mediterranea e la famosa pineta costiera, se non da centinaia di metri o appena qualche chilometro...anch'io avevo pensato a Coltano, dove oltre al campo 337 esisteva anche un campo 338, mentre a Tombolo esisteva il pow camp 336(ospitante secondo Jannaci militari russi e tedeschi e qualche sporadico italiano vedasi pag.80). Non vi è traccia di Stagno, ma capite che il nome è venuto fuori nelle pagine del "diario poetico" di Renato Ferrigno. Siccome era pisano, conoscitore anche lui del suo territorio, e lo cita come campo di smistamento, io propendo per accreditare quindi un quarto campo (esistito magari per esiguo tempo, giusto per svolgere tale funzione e poi convogliare i prigionieri verso altri campi come molti dei lager dei vinti), che neanche Jannaci (anche lui reduce da Coltano) ha censito. Quindi rispetto all'elenco di Jannaci, uno in più.

Per Michele... sono andato a vedere i pz. in mio possesso di pow, ma come giustamente dici tu qui si tratta di civili italiani... credo che venissero effettivamente registrati all'ingresso del campo principale in un registro attinente al campo e in questo caso visto il basso numero di matricola, specificatamente relativo a quel campo. Ho cercato sia tra le corrispondenze di civili fascisti internati in altri campi e non ho trovato tracce di matricole, se non in quello di Terni (che poi è Collescipoli per la precisione, quel borgo arroccato su di un colle che si vede nel brevetto d'internamento disegnato alle spalle dell'uomo che cammina); anche da un primo rapido esame del testo dello Jannaci , lui parla di corrispondenze con matricole solo per il campo "R" e ne riporta l'immagine di due/ tre pezzi con numeri simili a quelli già conosciuti (matricola con centinaia).
Per lo status degli internati, per le corrispondenze dal campo R utilizzavano spesso biglietti con l'indicazione bilingue italiano/inglese di internato civile, ma il campo, come altri fissi dopo il 1945, tratteneva sia civili (collusi col regime caduto) che ex militari dell'Esercito Repubblicano. I militari che erano transitati negli anni precedenti nei campi nord africani avevano avuto numeri di matricola più lunghi, ma secondo me, una volta abbandonato lo status di prigionieri di guerra, parificati a internati civili (la R del campo di Collescipoli sta per Recalcitrants ci dice Jannaci), venivano reimmatricolati se subivano un passaggio di campo. Non ho però prove cartacee della cosa (passaggio tra campi visto il breve periodo credo bisognerebbe avere parecchia fortuna) e Jannaci non ci assiste nel suo scritto.
Ora l'autore citato a pagina 10 ci illumina sul fatto che nell'estate del '45 alcuni campi passarono sotto giurisdizione italiana e che ormai , cito, "...non si parla più di prigionieri di guerra ma di internati, non risultano più esistere campi di concentramento ma campi di internamento".

Concludo con una annotazione..di costume... Jannaci a pagina 40 parla del campo di Collescipoli (poi vi scannerizzo le pagine) e riporta la presenza tra i circa 1500 internati anche di 15 partigiani comunisti. Potrebbe sembrare strano, ma nei campi per personaggi scomodi al governo militare alleato finirono effettivamente anche dei partigiani, lo confermo perchè la storia ..è pistoiese, conosciuta nella mia città, perfino una medaglia al valore militare (data dalla Repubblica italiana, si capisce!) nostro concittadino , non comunista ma comunista libertario (che era cosa assai diversa, tant'è che questi si rifacevano al movimento anarchico in contrasto con i comunisti ortodossi) vi finì...lì conobbe alcuni altri pistoiesi della parte avversa ivi internati, prevalse poi sulle idee l'appartenenza di comunità cittadina e tra loro nacque una amicizia sincera, poi sancita dal matrimonio tra la figlia dell'uno e il figlio dell'altro...una storia direi a lieto fine , una volta tanto...


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MessaggioInviato: 15/02/2019, 19:45 
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scusate lo sproloquio precedente,ma ci ho perso veramente un bel po' di tempo..., vi allego le promesse scannerizzazioni...


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MessaggioInviato: 15/02/2019, 19:53 
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ed ecco l'indizio di Stagno, citato come campo di smistamento.


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