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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 19/03/2016, 22:55 
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Iscritto il: 29/09/2012, 21:24
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BUONASERA SONO IN POSSESSO DI QUESTO STRANO DOCUMENTO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE . SEMBREREBBE UN MESSAGGIO TRA I DUE PIU' IMPORTANTI COMANDANTI DEL FRONTE DEL PIAVE IL GENERALE DIAZ --RICEVENTE E IL GENERALE BADOGLIO --MITTENTE - CHE AVVISA CHE E' STATO RICONQUISTATO BELLUNO . RIMANGO MOLTO PERPLESSO PER IL MISERO OGGETTO POSTALE E LO SCARNO CONTENUTO E GRADIREI ANCHE DA ALTRI DEI PARERI IN MERITO OD OSSERVAZIONI , SE QUESTO OGGETTO PUO' ESSERE MATERIALE CREDIBILE.------1)----
Allegato:
Commento file: 1) DIAZ-BADOGLIO --ESTERNO
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-----
Allegato:
Commento file: 1) DIAZ - BADOGLIO -- INTERNO
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012.JPG [ 472.82 KiB | Osservato 1229 volte ]
--- ATTENDO NOTIZIE. SALUTI.


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MessaggioInviato: 20/03/2016, 8:31 
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Iscritto il: 12/09/2012, 18:39
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Documento vero, a mio parere, ovviamente non autografo.

Allego foto con dedica del Badoglio, presa da Wiki.

Immagine

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MessaggioInviato: 20/03/2016, 10:31 
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Iscritto il: 08/09/2012, 13:53
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Molto bello. Anche secondo me non vi è alcun indizio che possa farlo ritenere falso. Appurato che non è autografo, si possono fare ipotesi: potrebbe essere stato inviato con staffetta, oppure essere la trascrizione di un messaggio inviato per radio, era già possibile, oppure?


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MessaggioInviato: 20/03/2016, 12:11 
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Iscritto il: 19/05/2015, 19:41
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Anche a mio avviso potrebbe essere genuino il documento in questione, escludendo che sia autografo, potrebbe essere stato trasportato tramite staffetta come ipotizza Mariamar. Riguardo l'idea della trascrizione di un messaggio Radio, sempre sollevato da Maria, ricordo che all'epoca dopo i famosi esperimenti di G. Marconi avvenuti nei primissimi anni del Novecento, sicuramente eravamo agli albori, ma fu proprio durante la prima Guerra Mondiale, che venne sperimentata ed utilizzata per la prima volta, anche militarmente questa nuova tecnologia. Distinti saluti Marangoni Riccardo.


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MessaggioInviato: 20/03/2016, 13:49 
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Iscritto il: 29/09/2012, 21:24
Messaggi: 484
BUONASERA , VI RINGRAZIO PER IL VOSTRO CELERE INTERESSAMENTO RITENGO LE VOSTRE RISPOSTE TUTTE MOLTO SENSATE , SONO CERTO CHE IL MATERIALE DA ME PRESENTATO E' AUTENTICO, VOLEVO AVERE QUALCHE NOTIZIA IN PIU' , PERCHE RISCONTRATO CHE UN MESSAGGIO TRA PERSONE COSI IMPORTANTI AVESSE CARATTERISTICHE PIU' CONSONE ALLA LORO IMPORTANZA ....... DOBBIAMO PERO' CAPIRE IL MOMENTO E CIO' PUO RIENTRARE NELLA CONSUETA' NORMALITA' DI DIFFUSIONE . DEVO ANCHE AMMETTERE CHE SUL FORUM SI POSSONO IMPARARE TANTISSIME COSE... PER ARRICCHIRE LA NOSTRA CONOSCENZA SUGLI SCENARI DI GUERRA , PERCHE' RISCONTRO NEGLI INTERVENTI MOLTA PROFESSIONALITA' E TANTO AMORE PER RICOSTRUIRE UN PASSATO TRAGICO MA SEMPRE IMPORTANTE CHE NONOSTANTE TUTTO LA SUA DRAMMATICITA' , RIESCE A PORTARE AI POSTERI FORTI MOMENTI DI RIFLESSIONE , ATTI A DETERMINARE CHE LE GUERRE DEVONO SOLO RESTARE FUORI DALLO SCENARIO DEL NOSTRO FUTURO. GRAZIE E BUONA PASQUA A TUTTI VOI.


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MessaggioInviato: 22/03/2016, 1:20 
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Iscritto il: 02/11/2012, 20:12
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ricky1964 ha scritto:
Riguardo l'idea della trascrizione di un messaggio Radio, sempre sollevato da Maria, ricordo che all'epoca dopo i famosi esperimenti di G. Marconi avvenuti nei primissimi anni del Novecento, sicuramente eravamo agli albori, ma fu proprio durante la prima Guerra Mondiale, che venne sperimentata ed utilizzata per la prima volta, anche militarmente questa nuova tecnologia. Distinti saluti Marangoni Riccardo.
Non in fonia, ma in telegrafia la radio trovò ampio impiego durante la IGM, specialmente tra aerei da ricognizione e basi a terra per la direzione del tiro d'artiglieria e la segnalazione dei movimenti di truppe. È quindi possibile che sia la trascrizione di un messaggio trasmesso via radio (ma sinceramente mi sarei aspettato qualche specifica indicazione di ciò).
Michele

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MessaggioInviato: 22/03/2016, 18:35 
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Iscritto il: 08/09/2012, 13:53
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Allego una cartolina in franchigia relativa ad un addetto al servizio radiotelegrafico nella I guerra. Non sono riuscita a classificarla, forse Roberto mi può aiutare.
Penso che il modulo proposto da "Ricordidiguerra" sia stato affidato ad una staffetta. Leggendo le poche piccole parole stampate, ad un certo punto si trova stampato "latore".


Allegati:
cartolina servizio radio.jpg
cartolina servizio radio.jpg [ 217.35 KiB | Osservato 1171 volte ]
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MessaggioInviato: 22/03/2016, 23:31 
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Iscritto il: 19/05/2015, 19:41
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Località: COLLEGNO (TORINO)
Volevo sottolineare quanto detto da Mariamar riguardo la parola latore (Persona che si assume l'incarico di recapitare una lettera o un messaggio), stampata al punto 2 del documento, dove vi è scritto : Percorso e avvertenze speciali ... latore a ore 10 e un quarto. Non si riesce a leggere la parola tra speciale e latore, poichè il lembo della missiva lo copre, ma si riesce a percepirne il significato. Anche io lo notai quando vidi il documento la prima volta e pensai anche (può darsi che mi sbaglio!) che oltre al messaggio riportato su di esso, " E' stato ripreso Belluno. Generale Badoglio. ", potesse eventualmente anche contenere al suo interno un ulteriore appunto. Distinti saluti Marangoni Riccardo.


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MessaggioInviato: 23/03/2016, 7:46 
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Da Wikipedia (Belluno):

Prima guerra mondiale

A causa del rientro a Belluno di circa seimila emigranti espulsi dai paesi che erano già in guerra, la situazione sociale della città divenne critica. Il forte rincaro degli alimentari aggravò il malcontento popolare e i mancati finanziamenti da parte del governo di Roma per delle opere pubbliche che avrebbero impiegato parte della popolazione provocarono uno sciopero generale contro la fame e la disoccupazione indetto il 5 marzo 1915. Durante lo sciopero vi furono dei tafferugli, repressi da oltre 4000 uomini in armi.

Il 24 maggio 1915 iniziò anche per l'Italia la prima guerra mondiale, che fu lo sfondo della città di Belluno per tre anni e mezzo. Inizialmente la città funse da centro della retrovia sul fronte italiano, e il Comitato di assistenza civile si impegnò nei sussidi a famiglie bisognose e soldati e curò il ricovero ed il mantenimento di minori, vedove, povere o ammalati. Ogni aiuto venne però incentrato sulla sola città, mentre le campagne vennero abbandonate a se stesse. La carità cittadina procurò scarpe e indumenti invernali per i soldati, mentre la raccolta popolare del soldino si premurava di raccogliere soldi per le truppe, a fianco alle sottoscrizioni mensili. La sfortuna colpì poi il territorio comunale: nell'agosto del 1917 un uragano si abbatté sulle campagne, distruggendo le colture e provocando come diretta conseguenza la carestia nel successivo inverno.

Il 1º settembre 1917 si svolse un duello aereo nel cielo di Belluno, dove morì, sotto gli occhi dell'atterrita e commossa popolazione, Arturo Dell'Oro, al quale venne successivamente dedicato l'aeroporto di Belluno. Pur di abbattere l'aereo nemico, Arturo si lanciò con il suo velivolo contro quello avversario, precipitando poi sulle rocce della Palazza, dove venne recuperato i giorni successivi e poi seppellito nel cimitero di Prade.

Il 24 ottobre 1917, giorno della disfatta di Caporetto, aprì il cosiddetto an de la fan (anno della fame) a Belluno. Più di 5000 cittadini e parte della giunta fuggirono dalla città, che fu interessata nei giorni successivi dal passaggio delle truppe italiane in rotta, che fecero saltare il viadotto ferroviario sull'Ardo e il ponte sul Piave. Il 10 novembre entrarono in città le truppe austriache che, lacere e affamate, saccheggiarono la città. Perfino la copertura di rame dell'angelo sul campanile del Duomo venne asportata, creando un danno ancora attuale alla statua, cioè delle infiltrazioni di acqua.

Il nuovo governo cittadino austriaco assegnò ad ogni cittadino una carta di legittimazione per il riconoscimento personale. La chiusura di scuole e società culturali, oltre che l'accanimento dei soldati contro biblioteche e quadri, cercava di nascondere il passato per combattere l'idea di nazione italiana. Migliaia di contadini dovettero lavorare per gli invasori nei campi, ma a questa imposizione il popolo rispose mangiando di notte le patate coltivate. I comitati cittadini, i parroci, i maestri si adoperarono per la comunità, anche se al nuovo vescovo Giosuè Cattarossi venne impedita la visita pastorale. All'inizio di dicembre si insediò in città il comandante di distretto Karl von Kantz: egli si comportò in modo equilibrato, senza infierire sulla popolazione, che apprezzò il suo comando. In città vennero collocati dei servizi logistici degli invasori, come l'armeria o gli edifici per ospitare le truppe della retroguardia.

Il 1º febbraio 1918 l'imperatore d'Austria Carlo I si recò a Belluno per galvanizzare le truppe, ma trovo la città semideserta e sotto coprifuoco. Dopo la vittoria italiana nella battaglia del Piave del 23 maggio, gli invasori fuggirono dalla città la notte del 30 ottobre, a circa un anno di distanza dal loro insediamento. Il giorno successivo il generale Giuseppe Vaccari liberò la città.

Il bilancio per Belluno fu pesante: nell'intero arco della guerra 3228 persone morirono di fame e 1574 morirono di malattie, in particolare l'influenza spagnola. Enorme fu infine la ricchezza pubblica e privata che andò distrutta o perduta.


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Mi sembra che qualcosa non quadri con le date indicate e con quella del documento.
Belluno, stando a Wiki e al libro presente nel sito del Comune di Belluno - la cui copertina è piuttosto chiara - sarebbe stata liberata nella notte fra il 30 ottobre e il 1 novembre 1918, mentre il documento riporta stranamente la data del 21 dicembre...

Immagine

(fonte: http://archivio.comune.belluno.it/?gall ... a-mondiale )

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