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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 28/05/2019, 16:52 
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Proseguendo nello spoglio di aste internazionali sono incappato in francobolli dell'Ucraina Subcarpatica. Un territorio che fu al centro di uno dei ''pasticci'' usciti dalla prima guerra mondiale che si trascino' poi fin nella seconda guerra mondiale. Il territorio di cui parliamo si estende ai piedi del versante occidentale dei Carpazi e per un lungo periodo di tempo fece parte della corona ungherese. Con il Trattato di Saint Germain del 1919 fu assegnato alla Cecoslovacchia, stato appena nato dopo la dissoluzione dell'Austria-Ungheria che vide cosi' complicarsi ulteriormente il suo quadro etnico: ai cechi, agli slovacchi, ai tedeschi e agli ungheresi si aggiunse anche una minoranza ''rutena'', cioe' in pratica ucraina. Chi ha familiarita' con le carte geografiche anteriori al 1939, avra' presente il fatto che la Cecoslovacchia aveva allora una ''coda'' ad oriente, costituita appunto dall'Ucraina Subcarpatica. Ecco una mappa scopiazzata da wikipedia:
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Agli abitanti era stata promessa una larga autonomia amministrativa che pero' rimase in gran parte sulla carta. Dopo la Conferenza di Monaco (che mutilo' la Cecoslovacchia) la Transcarpazia (Rutenia o Ucraina Subcarpatica) rivendico' la propria autonomia, ma nello stesso 1938 (arbitrato di Vienna) la parte sud-occidentale del suo territorio fu ''trasferita'' all'Ungheria. Nella parte restante, la regione cerco' di consolidare la propria autonomia. Nel 1939 fu insediato il nuovo SOIM, il parlamento locale e la cosa fu solennizzata con un'emissione targata ancora Cecoslovacchia ma nella quale gia' comparivano scritte ucraine in cirillico e che in qualche misura rappresenta la testimonianza filatelica del tentativo di indipendenza di questo territorio. Ecco l'emissione
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Il francobollo ebbe un uso postale per qualche tempo
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Nello stesso 1939 la Cecoslovacchia pero' fu dissolta. I tedeschi occuparono Boemia e Moravia, mentre la Slovacchia si proclamo' indipendente. Anche il governo subcarpatico si proclamo' indipendente il 15 marzo 1939 ma contemporaneamente le truppe ungheresi di Horty cominciarono l'occupazione del territorio della neonata repubblica. Per gran parte della seconda guerra mondiale il territorio subcarpatico rimase cosi' annesso all'Ungheria
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Nell'autunno 1944 si affaccio' l'Armata Rossa e nel 1945 furono preparati valori ungheresi soprastampati in caratteri cirillici e anche nuove emissioni con falce e martello
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Nel giugno del 1945 la Cecoslovacchia firmo' con l'URSS un trattato che sanciva il passaggio di questo territorio all'Unione Sovietica (che lo inseri' nella Repubblica Sovietica Ucraina; dopo la dissoluzione dell'Urss, il territorio fa ora parte della Repubblica Ucraina).
La storia postale di questo territorio ha affascinato molti collezionisti. Chi volesse dare un'occhiata ad alcune collezioni (ne vale la pena) puo' utilizzare questo link
http://www.exponet.info/exhibit_select_by_territory.php?category_TER_ID=1000000&subcategory_TER_ID=1001000&subsubcategory_TER_ID=1001007

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Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 30/05/2019, 19:35 
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somalafis ha scritto:
La storia postale di questo territorio ha affascinato molti collezionisti.
In qualche modo posso considerami uno di quelli. Partendo dalle vicende del nostro confine orientale, avevo finito con l'interessarmi di tutti i cambiamenti geopolitici conseguenti alla disfatta degli imperi centrali alla fine della 1ª guerra mondiale: quindi nuovi paesi, zone di plebiscito, passaggi da un paese ad un altro, cambiamenti di nome delle località e così via. Per la parte austro-ungarica e la ex Jugoslavia la mia fonte principale di materiale era quel magnifico e vario fornitore di delizie, spesso molto economiche, che fu il "Centro del Collezionismo", soprattutto quando era ancora a Muggia. Compravo al buio lotti di centinaia di interi austro ungarici usati a prezzi veramente ridicoli e ne tiravo fuori una marea di annulli di luoghi divenuti poi italiani, polacchi, cechi, slovacchi, ungheresi, ucraini, jugoslavi, romeni e altro. A quel tempo (primi anni '80), senza Google maps e Wikipedia, non era un esercizio facile capire dove una località dell'impero era finita dopo la dissoluzione dello stesso: l'esercizio era più semplice con i bolli bilingui, in altri casi aiutava il "Post Habsburg index", una pubblicazione inglese che elencava vecchi e nuovi nomi di località già asburgiche, per altri occorrevano un po' di fortuna e molte ricerche su atlanti ed enciclopedie. Mi erano capitati così annulli di località che da asburgiche erano diventate cecoslovacche finendo poi nell'Unione Sovietica. Comunque poi il mio interesse si concentrò sui territori diventati italiani e tutto il resto finì in una scatola e, di conseguenza, nel dimenticatoio. Durante uno dei tanti, ma inutili, tentativi di mettere un po' d'ordine nella marea di scatole, scatoloni, portabuste e altri contenitori vari sono riemersi un po' di quegli interi: ormai Google era ben radicato e scoprii così il "passaggio" a me sconosciuto di quelle località prima austro-ungariche, poi cecoslovacche ed infine sovietiche: era l'occupazione ungherese dell'Ucraina Subcarpatica. Mi procurai quindi su eBay un libro sull'argomento, con l'idea di coltivare l'argomento, ma mi scoraggiai molto presto: il poco materiale che pescavo su eBay era sempre a prezzi elevati e con molte offerte, quindi riuscii a comprare molto poco. Mi liberai presto quindi di quanto avevo, ma mi sono tenuto il libro:
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Carpato-Ucraina_resized.jpg
Carpato-Ucraina_resized.jpg [ 234.27 KiB | Osservato 315 volte ]
Con la saggezza del poi, avrei fatto bene a tenermi quanto ho venduto: mi ha ripreso il raptus per quei territori, nonché di quelli dell'orbita tedesca, e mi sono rimesso ad inseguire quel tipo di materiale.
Michele

PS: Ci sono delle collezioni davvero belle in exponet

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MessaggioInviato: 31/05/2019, 8:33 
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In effetti la storia postale dell'Ucraina Subcarpatica o Carpato-Ucraina e' intrigante e in qualche modo riassume bene il walzer di passaggi di nazionalita' subito da tante localita' a cominciare dalla prima guerra mondiale. Non ho mai posseduto neanche un pezzo di quelle zone ma avevo potuto approfondire un po' il settore proprio consultando Exponet (sito che e' attivo da un sacco di tempo). Mi ero persino stampato un paio di collezioni: da anni cercavo una scusa qualunque per scrivere qualcosa su questo argomento, ma non riuscivo a trovare lo spunto. Poi ho semplicemente deciso di approfittare dell'ospitalita' ''passiva'' del forum AICPM...

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Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 31/05/2019, 10:38 
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Davvero molto interessante !!
Anche io , riavvicinatomi al collezionismo storico postale dopo tantissimi anni , mi sono concentrato su una delle tre collezioni che mi sono rimaste che non è dell'area italiana (Occupazione tedesca delle Isole del Canale) . Mi sono ridocumentato acquistando tutte le pubblicazioni
che ho trovato e naturalmente ho sfruttatol'enorme fonte di informazioni del web. Purtroppo quello che riesco a trovare lo trovo soltanto su e-bay e sulle aste internazionali di area inglese e tedesca a prezzi abbastanza alti . Su e-bay specialmente c'e una grande competitività.
Il settore mi dicono sia in grossa crisi ma da quel poco che vedo, il materiale su ebay gira.
Scusatemi dell'off-topic ma sono rientrato in questo ambiente da molto poco e sebbene abbia chiaro cosa acquistare e come impostare la mia collezione stò cercando ancora di capire come acquistare al meglio. Purtroppo i "pezzi" interessanti sono venduti a prezzi alti , quando si riesce ad acquistarli !! Forse è normale per settori di interesse così particolari ?
Spero di poter partecipare presto a qualche convegno/manifestazione per scambiare opinioni e confrontarmi "de visu" con altri appassionati.


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MessaggioInviato: 31/05/2019, 15:56 
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marco lazzerini ha scritto:
... Purtroppo i "pezzi" interessanti sono venduti a prezzi alti , quando si riesce ad acquistarli !! Forse è normale per settori di interesse così particolari ?
...

Caro Marco, hai perfettamente ragione. Quando si seguono settori molto specializzati ci si deve confrontare con altri collezionisti preparati, che conoscono quindi bene il settore. Cosi' la roba comune resta tranquillamente al palo mentre se compare qualcosa di interessante scatta la competizione. E spesso anche gli stessi venditori sono consapevoli di cio' che offrono. La cosa sembra inizialmente un po' paradossale: uno e' convinto di seguire un settore che ha pochissimi cultori e invece… Ma in realta' e' proprio cosi': i cultori sono pochi ma ben informati!

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MessaggioInviato: 31/05/2019, 16:38 
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Località: Cincinnati, USA
"The British Connection" è da non sottovalutare.

Anche se tu collezioni materiale in maggioranza tedesco, la tua area collezionistica appartiene alla British Commonwealth. I prezzi si moltiplicano, naturalmente, in confronto al materiale della stessa reperibilità ma al fuori dell'area britannica. Non è poi tanto male, però. Materiale ricercato durante l'acquisto è sempre ricercato durante la vendita, e suscita un'immensità d'interesse alle esposizioni filateliche.


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MessaggioInviato: 31/05/2019, 17:16 
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somalafis ha scritto:
marco lazzerini ha scritto:
... Purtroppo i "pezzi" interessanti sono venduti a prezzi alti , quando si riesce ad acquistarli !! Forse è normale per settori di interesse così particolari ?
...

Caro Marco, hai perfettamente ragione. Quando si seguono settori molto specializzati ci si deve confrontare con altri collezionisti preparati, che conoscono quindi bene il settore. Cosi' la roba comune resta tranquillamente al palo mentre se compare qualcosa di interessante scatta la competizione. E spesso anche gli stessi venditori sono consapevoli di cio' che offrono. La cosa sembra inizialmente un po' paradossale: uno e' convinto di seguire un settore che ha pochissimi cultori e invece… Ma in realta' e' proprio cosi': i cultori sono pochi ma ben informati!


Infatti !! Mi trovo a competere su ebay e alle aste sempre con i soliti , tra l'altro i commercianti lo sanno ed'è un gioco continuo al rialzo a volte anche pericoloso perchè nessuno vuole cedere.... :roll: :roll:


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MessaggioInviato: 31/05/2019, 17:21 
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Messaggi: 180
Thenewguy ha scritto:
"The British Connection" è da non sottovalutare.

Anche se tu collezioni materiale in maggioranza tedesco, la tua area collezionistica appartiene alla British Commonwealth. I prezzi si moltiplicano, naturalmente, in confronto al materiale della stessa reperibilità ma al fuori dell'area britannica. Non è poi tanto male, però. Materiale ricercato durante l'acquisto è sempre ricercato durante la vendita, e suscita un'immensità d'interesse alle esposizioni filateliche.


E' vero : settore molto stimolante sia dal punto di vista storico-postale sia come ricerca storica.
Sicuramente suscita curiosità , non penso in Italia ci siano collezionisti almeno tra quelli conosciuti.


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MessaggioInviato: 02/06/2019, 20:11 
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Iscritto il: 19/12/2017, 12:14
Messaggi: 187
Un argomento per me sconosciuto: molto molto interessante....


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