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 Oggetto del messaggio: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 13:36 
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Allego tre pezzi della mia collezione di posta militare dell'Esercito di Liberazione.
Aspetto i vostri commenti.


Allegati:
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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 14:47 
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Accidenti se son belli! Hai nulla della Giunta Provvisoria di Governo dell'Ossola (altrimenti detta Repubblica dell'Ossola)? Sono nato a Domodossola poche settimane prima che la Giunta si insediasse e solo la vicinanza del confine svizzero ha consentito che non rimanessi orfano a meno di due mesi di età, quando l'Ossola tornò nelle mani della RSI.
Michele

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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 16:16 
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Bellissime!

Concordo che le vere lettere partigiane non sono erano affrancate con francobolli soprastampati CLN.

Aspetto di vedere di più :) :) :)

Per Michele: Ho la busta allegata nella mia collezione. Forse l'hai già vista


Allegati:
Ossola.pdf [2.06 MiB]
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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 17:23 
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Complimenti Marco per i bellissimi documenti postati, mi piace in particolare quello con il Bollo della Base di Comando Italiana di Ragusa.Riccardo.
Angelo GRAZIANI, nato a Collepardo (FR) il 1 novembre 1909 da Emidio Graziani e Tommasina Gori, fu sorpreso dall'armistizio dell'8 settembre 1943 mentre si trovava in Jugoslavia, allora con il grado di capitano dell'esercito italiano. In quel momento scelse di condurre l'aspra vita del partigiano nell'ambito della Divisione Italiana Partigiana "Garibaldi", guidando il proprio gruppo di Artiglieria per due anni sulle impervie montagne del Montenegro, della Bosnia e dell'Erzegovina.
Per queste sue imprese la Divisione "Garibaldi" lo decorò con la Medaglia d'Argento al Valor Militare sul campo. Anche il Maresciallo Tito volle riconoscere il suo operato concedendogli due alte decorazioni: l'Ordine per il Coraggio e l'Ordine al merito per il Popolo.

Dopo la liberazione, mentre la sua Divisione tornava in Italia, fu promosso Maggiore e dal 1945 al 1946 gli fu affidato il comando della Base italiana di Dubrovnick, con il compito di assistere e rimpatriare dai Balcani migliaia di soldati italiani.

Fu poi promosso Colonnello e successivamente Generale di Divisione. E' stato membro della Commissione per lo studio della Resistenza dei militari italiani all'estero, presso il Ministero della Difesa, e componente della Presidenza onoraria dell'A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). Ha scritto inoltre numerosi saggi sulla storia della resistenza italiana nell'ex Jugoslavia.

E' deceduto il 26 maggio 2008, a 98 anni, presso l'Ospedale Militare del Celio in Roma.

Nella foto: Angelo Graziani in Montenegro in una foto del 1943.


Allegati:
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graziani-angelo.jpg [ 141.5 KiB | Osservato 9124 volte ]
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Ultima modifica di ricky1964 il 03/09/2018, 17:31, modificato 2 volte in totale.
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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 17:27 
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Iscritto il: 11/08/2016, 17:31
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Località: Cincinnati, USA
Chiedo per curiosità:

Esiste una ricerca separata riguardo ai partigiani italiani che aderirono ai partigiani slavi?


Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 17:37 
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Iscritto il: 02/11/2012, 20:12
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Thenewguy ha scritto:
Per Michele: Ho la busta allegata nella mia collezione. Forse l'hai già vista
Seref, la ricordo bene ed ora me la sono scaricata e messa nel mio archivio digitale.
Tutta la posta dall'Ossola alla Svizzera del periodo della Giunta Provvisoria che ho visto (pochissima, a mia memoria 3 o 4 lettere al massimo) è indirizzata nel Canton Ticino: la cosa può essere considerata una conseguenza del fatto che tutto il tratto italiano della ferrovia Domodossola-Locarno era sotto controllo partigiano e quindi i collegamenti col Ticino erano facili. Ma anche la linea del Sempione era sotto controllo partigiano e qualche treno si mosse sulla linea da Domodossola a Briga, e viceversa, e il valico stradale era transitabile senza problemi di neve: qualcuno ha documentazione di movimenti postali verso il Vallese o oltre?
Grazie e ciao.
Michele

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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 20:08 
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Thenewguy ha scritto:
Chiedo per curiosità:

Esiste una ricerca separata riguardo ai partigiani italiani che aderirono ai partigiani slavi?


Grazie



Vi sono dei documenti suhttp://forum.aicpm.net/viewtopic.php?f=12&t=2947, altri sono sparsi in altri settori
Saluti
Roby


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 03/09/2018, 20:23 
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Iscritto il: 19/05/2015, 19:41
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Roby2000 ha scritto:
Thenewguy ha scritto:
Chiedo per curiosità:

Esiste una ricerca separata riguardo ai partigiani italiani che aderirono ai partigiani slavi?


Grazie



Vi sono dei documenti suhttp://forum.aicpm.net/viewtopic.php?f=12&t=2947, altri sono sparsi in altri settori
Saluti
Roby

Roby mi permetto di rendere visibile il link che hai evidenziato.Saluti Ricky.
viewtopic.php?f=12&t=2947


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 7:56 
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marco lazzerini ha scritto:
Allego tre pezzi della mia collezione di posta militare dell'Esercito di Liberazione.


Francamente mi ha sorpreso il primo plico che mostri, che indichi come datato settembre 1944. non sara' datato 1945?

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Riccardo Bodo


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 8:12 
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Iscritto il: 30/08/2018, 13:13
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somalafis ha scritto:
marco lazzerini ha scritto:
Allego tre pezzi della mia collezione di posta militare dell'Esercito di Liberazione.


Francamente mi ha sorpreso il primo plico che mostri, che indichi come datato settembre 1944. non sara' datato 1945?


1944
Sorpreso per quale motivo ?


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 9:08 
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Che i partigiani nel settembre 1944 possano mandare un plico alla direzione poste e telegrafi di Torino sotto pieno controllo fascista non mi sembra verosimile: E' certamente 1945
Roby


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 11:06 
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Iscritto il: 20/09/2012, 9:47
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Esatto e con tanto di dicitura dattiloscritta ''morte ai traditori fascisti'''... E perché, poi? Chi si sarebbe preso il rischio di consegnarla, quando solo l'averla tra le mani significava magari la fucilazione?

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Riccardo Bodo


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 13:29 
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No la data è verificata 1944 , il documento è stato peritato a suo tempo da Enzo Diena con tanto di certificato.
Si trattava di un plico postale da restituire e così è stato fatto , è successo anche dalla parte opposta con la X Mas .
L'eccezionalità del documento sta proprio in questo e il fatto che si sia voluto rafforzare con enfasi le scritte antifasciste è , a mio modesto parere , un'ulteriore conferma.


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 13:46 
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Probabilmente il documento è originale come ha certificato Enzo Diena, ma i dubbi sollevati da Roby e Riccardo sono più che legittimi e fondati.Il fatto che sia successo con la DECIMA MAS, potrebbe anche alimentare il dubbio che qualcuno abbia voluto creare un documento simile a quelli recuperati che riportano il famoso annullo, ma dall'altra sponda..Inoltre mi sembra troppo enfatizzata la dicitura antifascista ...Boh!!!Si tratta solo del mio parere.Riccardo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 13:54 
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Iscritto il: 30/08/2018, 13:13
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Naturalmente i dubbi sono legittimi e ben vengano ! Vedrò di esaminare a fondo il documento oltre a verificare eventuali indizi di conferma o di incongruenza storica sullo stesso. Grazie a tutti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 14:24 
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Iscritto il: 20/09/2012, 9:47
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Caro amico, senza alcune polemica devo confessare che il mio scetticismo resta assolutamente intatto nonostante la tua risposta. Cerchero' di spiegarmi. Localizzate forme di ''fair play'' tra forze opposte con modalita' eccezionali forse incentivate da una pausa degli scontri sono sempre ipotizzabili. E nel settembre 1944 ancora si poteva immaginare che le forze alleate avrebbero presto superato la Linea Gotica per dilagare in pianura padana. Tuttavia il documento continua a lasciarmi piu' che perplesso. Perché una tale restituzione? E perché diretta alla direzione postale ''repubblichina'' di Torino? Una sorta di ''captazio benevolentiae? Un voler mostrare che nelle fila dei resistenti non c'era tolleranza per ladri e briganti? A quale scopo? E per di piu' con tanto di timbro, carta intestata a stampa e persino il ''numero di protocollo'' di burocratica memoria?

Se posso dire la mia (ripeto senza voler innescare un'inconcludente polemica) non e' la prima volta che mi capita di dibattere su documenti inusuali riguardanti il periodo bellico e ne ho sempre tratto l'impressione che (complice forse il prolungatissimo periodo di pace che fortunatamente abbiamo vissuto) non sempre sia valutata appieno la ferocia di quei tempi, i rischi che si potevano correre e la convinzione da entrambe le parti che si stesse avvicinando una generale ''resa di conti''. E lo dico anche per avere parlato a suo tempo con protagonisti di quella stagione (mio padre e mio zio, tanto per precisare la mia collocazione familiare antifascista, sono stati partigiani ed hanno combattuto i tedeschi fin dall'indomani dell'armistizio del 1943, prima in una formazione militare e poi nelle bande ''garibaldine'')

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Riccardo Bodo


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 18:19 
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somalafis ha scritto:
Caro amico, senza alcune polemica devo confessare che il mio scetticismo resta assolutamente intatto nonostante la tua risposta. Cerchero' di spiegarmi. Localizzate forme di ''fair play'' tra forze opposte con modalita' eccezionali forse incentivate da una pausa degli scontri sono sempre ipotizzabili. E nel settembre 1944 ancora si poteva immaginare che le forze alleate avrebbero presto superato la Linea Gotica per dilagare in pianura padana. Tuttavia il documento continua a lasciarmi piu' che perplesso. Perché una tale restituzione? E perché diretta alla direzione postale ''repubblichina'' di Torino? Una sorta di ''captazio benevolentiae? Un voler mostrare che nelle fila dei resistenti non c'era tolleranza per ladri e briganti? A quale scopo? E per di piu' con tanto di timbro, carta intestata a stampa e persino il ''numero di protocollo'' di burocratica memoria?

Se posso dire la mia (ripeto senza voler innescare un'inconcludente polemica) non e' la prima volta che mi capita di dibattere su documenti inusuali riguardanti il periodo bellico e ne ho sempre tratto l'impressione che (complice forse il prolungatissimo periodo di pace che fortunatamente abbiamo vissuto) non sempre sia valutata appieno la ferocia di quei tempi, i rischi che si potevano correre e la convinzione da entrambe le parti che si stesse avvicinando una generale ''resa di conti''. E lo dico anche per avere parlato a suo tempo con protagonisti di quella stagione (mio padre e mio zio, tanto per precisare la mia collocazione familiare antifascista, sono stati partigiani ed hanno combattuto i tedeschi fin dall'indomani dell'armistizio del 1943, prima in una formazione militare e poi nelle bande ''garibaldine'')


Nessuna polemica anzi , il dibattito è sempre costruttivo e i motivi dei tuoi dubbi sono pienamente condivisibili. Perchè la restituzione ?
Cosa conteneva il plico ? Semplice posta ? Non si sa... come tu dici "una buona azione" in quel periodo pare proprio impensabile.
La mia impressione , prendendo in mano il documento è che sia autentico. I bolli , i caratteri della macchina da scrivere , la carta intestata , la grafia della firma . Certo che se è un falso è proprio fatto bene...e poi mi domando perchè un falso del genere ? E' in mio possesso dalla fine degli anni 70. Mi sembra difficile che un falsario abbia perso tempo per costruire un documento così fantasioso agli albori del collezionismo di posta militare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 19:28 
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marco lazzerini ha scritto:
somalafis ha scritto:
Caro amico, senza alcune polemica devo confessare che il mio scetticismo resta assolutamente intatto nonostante la tua risposta. Cerchero' di spiegarmi. Localizzate forme di ''fair play'' tra forze opposte con modalita' eccezionali forse incentivate da una pausa degli scontri sono sempre ipotizzabili. E nel settembre 1944 ancora si poteva immaginare che le forze alleate avrebbero presto superato la Linea Gotica per dilagare in pianura padana. Tuttavia il documento continua a lasciarmi piu' che perplesso. Perché una tale restituzione? E perché diretta alla direzione postale ''repubblichina'' di Torino? Una sorta di ''captazio benevolentiae? Un voler mostrare che nelle fila dei resistenti non c'era tolleranza per ladri e briganti? A quale scopo? E per di piu' con tanto di timbro, carta intestata a stampa e persino il ''numero di protocollo'' di burocratica memoria?

Se posso dire la mia (ripeto senza voler innescare un'inconcludente polemica) non e' la prima volta che mi capita di dibattere su documenti inusuali riguardanti il periodo bellico e ne ho sempre tratto l'impressione che (complice forse il prolungatissimo periodo di pace che fortunatamente abbiamo vissuto) non sempre sia valutata appieno la ferocia di quei tempi, i rischi che si potevano correre e la convinzione da entrambe le parti che si stesse avvicinando una generale ''resa di conti''. E lo dico anche per avere parlato a suo tempo con protagonisti di quella stagione (mio padre e mio zio, tanto per precisare la mia collocazione familiare antifascista, sono stati partigiani ed hanno combattuto i tedeschi fin dall'indomani dell'armistizio del 1943, prima in una formazione militare e poi nelle bande ''garibaldine'')


Nessuna polemica anzi , il dibattito è sempre costruttivo e i motivi dei tuoi dubbi sono pienamente condivisibili. Perchè la restituzione ?
Cosa conteneva il plico ? Semplice posta ? Non si sa... come tu dici "una buona azione" in quel periodo pare proprio impensabile.
La mia impressione , prendendo in mano il documento è che sia autentico. I bolli , i caratteri della macchina da scrivere , la carta intestata , la grafia della firma . Certo che se è un falso è proprio fatto bene...e poi mi domando perchè un falso del genere ? E' in mio possesso dalla fine degli anni 70. Mi sembra difficile che un falsario abbia perso tempo per costruire un documento così fantasioso agli albori del collezionismo di posta militare.

Io credo che invece i falsi siano anche precedenti alla data da te citata, e costruire un documento analogo, con l'esempio dei documenti della Decima Mas, non sia una cosa difficile da realizzare anche agli inizi degli anni 70.D'altronde la rarità di tali documenti favorisce i falsari, in quanto vi è minore possibilità di confronto.Basta una macchina per scrivere di quel periodo (non comprendo perchè è stato usato l'inchiostro rosso, poco visibile sulla busta arancione), due annulli riprodotti, un foglio in bianco di carta intestata (a volte nei mercatini si trovano rimanenze di tale materiale) una comune busta arancione, aggiungere l'anonima firma e recitare il "copione" inverso dei documenti, recuperati dalla Decima Mas, impreziosito da uno slogan antifascista ad effetto.Saluti Riccardo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 20:09 
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E se invece fosse soltanto un errore di battitura, 1944 al posto di 1945? Pensare che nel settembre 1944 i partigiani, con la situazione in cui si trovavano, abbiano il tempo e la volontà di indagare sui documenti mancanti......rischiare la vita per fare un favore ai Repubblichini?

Per me, è un errore di data, non '44 ma '45.
Roby


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 Oggetto del messaggio: Re: Posta partigiana
MessaggioInviato: 04/09/2018, 20:45 
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Roby2000 ha scritto:
E se invece fosse soltanto un errore di battitura, 1944 al posto di 1945? Pensare che nel settembre 1944 i partigiani, con la situazione in cui si trovavano, abbiano il tempo e la volontà di indagare sui documenti mancanti......rischiare la vita per fare un favore ai Repubblichini?

Per me, è un errore di data, non '44 ma '45.
Roby

Roby l'errore di battitura,che e' la prima cosa che viene in mente, non viene preso in considerazione minimamente da Marco, che afferma:" che la data è verificata 1944 , e il documento è stato peritato a suo tempo da Enzo Diena con tanto di certificato ", vedasi anche la sigla peritale apposta sotto il timbro in alto a destra sulla busta.A meno che il Diena abbia preso una "cantonata", quando ha periziato il documento e non abbia considerato quanto affermato sopra...mi sembra comunque strano, che non si sia posto degli interrogativi, quando ha esaminato la missiva e letto per esteso la data dattiloscritta del 26 Settembre 1944...Saluti Riccardo.


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