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MessaggioInviato: 14/10/2017, 12:28 
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gentili amici,

segnalo alla VS cortese attenzione questo oggetto apparentemente banale, ma che suscita una certa curiosità meritevole di approfondimento.
Si tratterebbe di una raccomandata NON IN ESPRESSO consegnata da un'agenzia privata di recapito espressi: eventualità non prevista dalle norme postali vigenti del tempo.

Qualche osservazione:
1) la lettera parte da Albisola Superiore (SAVONA) il 21.10.1944 in perfetta tariffa raccomandata (1.50 lire + 1 lira di porto= 2.50 lire) con tanto di specifico cartellino e timbraturta debordante, per cui è pacifico che si tratti di una raccomandata.
2) Giunge a Genova il giorno seguente, ma all'una di notte :shock: viene bollata come un espresso, poi alle due di notte come una raccomandata :D : fin qui tutto bene, giacchè è possibile che abbian rimesso in ordine una raccomandata forse erroneamente trasportata nel dispaccio degli espressi.
3) Viene affidata allo smistamento di una locale agenzia di recapito espressi !!! :shock: ..proprio come fosse anche in espresso.

Più la guardo e più mi faccio convinto che la distribuzione di una raccomandata forse non annotata nel registro delle raccomandate (perchè ho ipotizzato che fosse stata trasportata nel dispaccio degli espressi) per ragioni di continuità della tracciabilità non avrebbe potuto ricomparire a Genova senza comportare l'obbligo di segnalazione. Ho immaginato, quindi, che molto italianamente :) a Genova, pur scoprendo il problema, abbian preferito farla proseguire così com'era giunta, ovvero facendola consegnare per espresso, evitando di far emergere il disservizio dell'ufficio mittente.


Suggerimenti? Pareri?


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MessaggioInviato: 01/11/2017, 14:43 
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Sembra ne sia saltata fuori un'altra, questa volta di Regno, che è attualmente in possesso di un caro amico.
Tutto può essere, ma pur ipotizzando una manomissione io non ravvedo motivo a creare oggetti tutto sommato di poco valore applicando etichette coeve di agenzie di recapito a raccomandate.
Quindi, io continuo a non riuscirmi a spiegare la cosa.
Intendendo segnalare il mio primo esempio di RSI, giorni fa avevo contattato una persona specializzata sul tema (agenzie di recapito espressi), che ha aggiunto la sua stessa
perplessità nel confermare l'improbabilità di questo tipo di consegna, confermando l'impossibilità dettata dalle norme postali... a noi note.
Spero che il tempo possa offrire migliori riscontri.


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MessaggioInviato: 01/11/2017, 18:29 
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Caro Martino, sembra che a nessuno interessi il tuo thread, mentre lo reputo a mio avviso interessante, per i motivi da te già elencati.Purtroppo la mia ignoranza in materia mi ha trattenuto nel risponderti nel tuo primo intervento del 14 Ottobre, ma per esperienza personale ti posso solamente dire che non ho mai visto tali corrispondenze e quelle che presenti sono le prime che vedo. Sicuramente non aggiungerò nulla alla risoluzione dell' " Enigma ",e spero, tuttavia, possa invogliare chi ha più esperienza in materia a dare il proprio contributo.Un ultima cosa, voglio aggiungere, nella corrispondenza che mi è passata tra le mani, in genere, i talloncini delle Agenzie di Recapito sono incollati "malamente" e solamente parzialmente,, lasciando spesso una parte svolazzante che con il tempo si stropiccia,a causa della manipolazione dell'involucro, similarmente alla tua prima missiva presentata, che tra l'altro presenta gli annulli chiaramente originali, come evidenziato nel tuo raffronto.Nella seconda busta il talloncino potrebbe benissimo, anche essere stato incollato in maniera esemplare, in un secondo tempo (certo anche io, la penso come hai già affermato tu, che senso avrebbe fare una "cavolata " del genere generando un documento di valore discutibile?), ma come tu sai benissimo...se ne vedono di tutti i colori nel settore della storia postale...e non solo.Chiaramente si tratta solamente di ipotesi personali e tutte da verificare.Saluti Riccardo.


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MessaggioInviato: 02/11/2017, 12:02 
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ricky1964 ha scritto:
Caro Martino, sembra che a nessuno interessi il tuo thread......

Questo ovviamente non e' vero. Soltanto non sempre si ha una risposta. Io, per esempio, mi ero anche procurato qualche altra immagine di talloncini della stessa agenzia di recapito di Genova: 1939
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1942
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1945
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Nessuno e' identico ma mi sembra che il talloncino si possa dare per autentico e soprattutto coevo. Che l'ufficio di Genova possa avere affidato la raccomandata per il recapito all'agenzia normalmente utilizzata per gli espressi potrebbe non essere nemmeno tanto strano. Comunque non mi sembra di avere mai letto studi approfonditi sulle agenzie di recapito utilizzate dalle Poste e insediate nelle sedi centrali PPTT, ne' di aver mai letto i relativi capitolati per l'affidamento del servizio..

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Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 02/11/2017, 12:42 
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Sono d'accordo con Riccardo, il talloncino della Agenzia di Recapito é sicuramente autentico e coevo, come penso sia originale anche quello della Agenzia di Palermo, ma con il dubbio che possa essere stato prelevato da un'altra corrispondenza.Riccardo.


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MessaggioInviato: 02/11/2017, 16:45 
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Aggiungo questo intero espresso del 12.10.43 da S.Remo per Roma. In questo campo sono un ignorante, quindi non aggiungo considerazioni sul tema.
Saluti
Roby


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Ar-RSI 97aie - C97 11.10.43.jpg
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MessaggioInviato: 03/11/2017, 14:29 
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Ciao Martino,

Ne abbiamo già parlato lungamente in privato, comunque illustro anche qui la mia ipotesi, che, ribadisco, è solo un'ipotesi.
Abbiamo considerato il fatto che l'agenzia di recapito in questione lavori per la distribuzione in esclusiva con le regie poste; in realtà, essendo soggetto privato, poteva appunto offrire i propri servizi di consegna ai privati (recapito autorizzato). E se noi supponessimo che il destinatario fosse già un cliente di tale agenzia? Potrebbe aver costui incaricato al ritiro della raccomandata, tramite delega (come si può fare tuttora), la suddetta agenzia? In questo caso, poiché il porto era pagato a destino, non avrebbe dovuto applicare la marca di recapito autorizzato, e quindi avrebbe attaccato la propria etichetta di espresso a garanzia del servizio effettuato.
Il fatto che sia già comparsa un'altra busta con identica modalità (non quest'ultima mostrata che è normale, ma i manoscritti raccomandati), fa pensare che forse non si trattasse di semplice errore di distribuzione...

Andrea

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Andy66

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MessaggioInviato: 03/11/2017, 17:34 
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Esordisco ringraziando tutti gli intervenuti, sia qui che altrove, visto che ho provato davvero a suonar tutte le campane che frà Martino aveva a disposizione.
L'esito, oltre un serrato scampanio :D , è stato solo perplessità corale.
Ringrazio chi ha gentilmente provato a far ipotesi: con l'amico Andrea mi fermerei a riflettere per cogliere l'occasione per far chiarezza tra le funzioni di "agenzia di recapito espressi" ed "agenzia di recapito autorizzato". Con la mia poca esperienza a riguardo, mi son figurato -magari sbagliando- che fossero due attività distinte e, quindi, non realizzate da uno stesso operatore privato.
Se così fosse, come immagino, ovvero se chi recapitava espressi non fungeva anche come recapito autorizzato, l'ipotesi che hai cortesemente proposto perderebbe senso.
Se così non fosse, invece, non mi sovviene una ragionevole motivazione per cui un agente privato potesse aver ricevuto delega (che avrebbe dovuto rinnovare con frequenza, visto che scadevano...) di ritirare la posta (anche raccomandata!), invece che lasciarla recapitare alle Regie Poste. Ragionandoci, infatti, non ho in mente altri esempi di agenzie di recapito autorizzato che consegnassero posta provienite dagli uffici postali. Si conosce corrispondenza trasportartata delle Poste e recapitata con servizio di recapito autorizzato? Bho?! :D

Sinceramente io, da felice somaro ragliante :D , lo ignoro. Benvengano esempi.
Invito, quindi, chi ne sappia a chiarire l'eventuale equivoco: una sola agenzia o due distinti tipi? Io credo sian distinti, ma vatti a fidare..

Al momento mi limito a cercare ed attendere, come a suo tempo ben mi suggerì il buon Gandalf :) somalafis per l'accertamento di autenticità di un'impronta di Quara.

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MessaggioInviato: 03/11/2017, 20:38 
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Caro Frà Martino, in effetti hai ragione l'esito degli interventi, denota una dubbiosità generale e diffusa, che in un'altro Somaro Ragliante, (cioè il sottoscritto), ha generato una ulteriore confusione in merito alla tematica trattata....Attendiamo di vedere un pò di luce...magari con ulteriori interventi chiarificatrici.Riccardo.


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MessaggioInviato: 04/11/2017, 0:09 
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rogerbarrett ha scritto:
Ringrazio chi ha gentilmente provato a far ipotesi: con l'amico Andrea mi fermerei a riflettere per cogliere l'occasione per far chiarezza tra le funzioni di "agenzia di recapito espressi" ed "agenzia di recapito autorizzato". Con la mia poca esperienza a riguardo, mi son figurato -magari sbagliando- che fossero due attività distinte e, quindi, non realizzate da uno stesso operatore privato.
Se così fosse, come immagino, ovvero se chi recapitava espressi non fungeva anche come recapito autorizzato, l'ipotesi che hai cortesemente proposto perderebbe senso.
Se così non fosse, invece, non mi sovviene una ragionevole motivazione per cui un agente privato potesse aver ricevuto delega (che avrebbe dovuto rinnovare con frequenza, visto che scadevano...) di ritirare la posta (anche raccomandata!), invece che lasciarla recapitare alle Regie Poste. Ragionandoci, infatti, non ho in mente altri esempi di agenzie di recapito autorizzato che consegnassero posta provienite dagli uffici postali. Si conosce corrispondenza trasportartata delle Poste e recapitata con servizio di recapito autorizzato? Bho?! :D


Sinceramente ho sempre pensato che un'agenzia privata di recapito potesse lavorare sia per le Poste che per i privati indifferentemente; tu dici che invece erano due attività ben distinte? Boh :?: non so, a questo punto bisognerebbe interpellare un'agenzia... ;)
E' chiaro che questo sarebbe un caso particolare, scaturito magari da un'impossibilità a essere presenti per ricevere o impossibilità a recarsi al ritiro...

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Andy66

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MessaggioInviato: 04/11/2017, 17:43 
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Torniamo alle fonti legislative. Il ricorso ad agenzie ''private'' di recapito per gli espressi e' sancito dal RD 5-4-1923 n.902 (che dovrebbe essere stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.105 del 4/5/23): ''Il ministero delle PT e' autorizzato a dare in appalto a speciali agenzie private , nei centri che riterra' opportuni o per determinate zone dei centri stessi, il servizio di recapito delle corrispondenze ordinarie o raccomandate da distribuirsi per espresso...L'appalto del servizio si effettuera' mediante licitazione privata tra ditte ritenute idonee, in base ad appositi capitolati di oneri... Le agenzie concessionarie saranno sottoposte alla sorveglianza ed al controllo dell'Amministrazione Postale...''.
Quindi le agenzie di recapito normalmente consegnavano, nelle zone dove erano operative, anche le raccomandate per espresso; e che, magari per errore, sia finita nel mazzo anche un raccomandata semplice, specie in un periodo un po' ''agitato'', forse non deve stupirci come cosa inaudita. Non credo viceversa che possa trarsene una sorta di indicazione generale...
Quanto alla domanda se le agenzie di recapito espressi potessero avere anche una clientela privata, a me sembra che la risposta ce la diano proprio i fatidici cartellini, la cui funzione di implicita ''reclame'' mi sembra molto evidente (altrimenti sarebbe bastato un timbro numeratore e non avrebbe avuto senso riportare indirizzo e numero di telefono).

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Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 04/11/2017, 18:01 
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somalafis ha scritto:
Torniamo alle fonti legislative. Il ricorso ad agenzie ''private'' di recapito per gli espressi e' sancito dal RD 5-4-1923 n.902 (che dovrebbe essere stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.105 del 4/5/23): ''Il ministero delle PT e' autorizzato a dare in appalto a speciali agenzie private , nei centri che riterra' opportuni o per determinate zone dei centri stessi, il servizio di recapito delle corrispondenze ordinarie o raccomandate da distribuirsi per espresso...L'appalto del servizio si effettuera' mediante licitazione privata tra ditte ritenute idonee, in base ad appositi capitolati di oneri... Le agenzie concessionarie saranno sottoposte alla sorveglianza ed al controllo dell'Amministrazione Postale...''.
Quindi le agenzie di recapito normalmente consegnavano, nelle zone dove erano operative, anche le raccomandate per espresso; e che, magari per errore, sia finita nel mazzo anche un raccomandata semplice, specie in un periodo un po' ''agitato'', forse non deve stupirci come cosa inaudita. Non credo viceversa che possa trarsene una sorta di indicazione generale...
Quanto alla domanda se le agenzie di recapito espressi potessero avere anche una clientela privata, a me sembra che la risposta ce la diano proprio i fatidici cartellini, la cui funzione di implicita ''reclame'' mi sembra molto evidente (altrimenti sarebbe bastato un timbro numeratore e non avrebbe avuto senso riportare indirizzo e numero di telefono).

Riccardo, penso che quanto hai ipotizzato sia molto verosimile e quindi la probabilità che la missiva durante la fase di smistamento sia finita nel plico sbagliato è altamente probabile, causato anche dal concitato periodo storico. Sono concorde anche sul fatto dei talloncini delle Agenzie di Recapito, che erano delle vere e proprie forme di pubblicità, per i due motivi già da te elencati (indirizzo e recapito telefonico) ed anche per il grande formato e i colori utilizzati, in genere molto vivaci per attirarne l'attenzione.Riccardo.


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MessaggioInviato: 05/11/2017, 15:42 
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Ho raccolto qualche immagine di raccomandate espresso distribuite da agenzie di recapito. In questo contesto mi sembra che un errore o un equivoco potessero capitare.
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Riccardo Bodo


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MessaggioInviato: 06/05/2018, 11:29 
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Nel frattempo che avevo accantonato l'argomento tra le questioni irrisolte o di difficile soluzione, ecco che spunta un'altra busta che presenta caratteristiche simili alla prima (originaria della discussione): è un'altra raccomandata (del 30.11.1943) recapitata a Genova come espresso (N.B.: non un raccomanda in espresso, ma una raccomandata senza il servizio espresso, ma che presenta il talloncino di consegna d'agenzia rpivata).
Le evidenti coincidenze di periodo (RSI), località (Genova) e servizio (raccomandata recapitata come espresso) mi han fatto tornare in mente un passaggio che potrebbe meglio descrivere la situazione locale in cui si sarebbe ingenerato l'irrisolto rompicapo storico postale:

Comunicato della Direzione Postale di Genova pubblicato su "Il Secolo XIX" del 04.09.1944.
"Il servizio di recapito dei telegrammi e degli espressi: in seguito a disposizione del Ministero della Comunicazioni il servizio di recapito dei telegrammi e degli espressi postali nella nostra città è stato assunto, con effetto dal 1 settembre volgente, direttamente dall'Amministrazione Postale, cessando la gestione in appalto cui era finora affidato. La Direzione delle Poste e dei Telegrafi, nell'intendimento di migliorare il servizio predetto, provvederà ad assumere nuovo personale maschile per il recapito e prega il pubblico di segnalare direttamente al proprio Reparto amministrativo qualsiasi lagnanza."

A Genova, dunque, c'erano stati problemi con la distribuzione della corrispondenza attraverso l'agenzia privata di recapito, per cui le lagnanze erano giunte fino al Ministero, che ex lege aveva provveduto alla revoca della concessione alla stessa, avocando la competenza in favore delle Poste. Certo è che se questo disservizio avrebbe potuto giustificare la raccomandata del 30.11.1943 (reperita di recente), resta difficile comprendere come il problema sia potuto verificarsi nuovamente colla raccomandata del 21.10.1944 (la prima originaria di questa riflessione).
Fa in fine sorridere che le etichette di consegna siano simili, lasciando intendere che la stessa agenzia privata continuò ad operare... recapitando anche raccomandate non in espresso!

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MessaggioInviato: 06/05/2018, 19:08 
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rogerbarrett ha scritto:
Nel frattempo che avevo accantonato l'argomento tra le questioni irrisolte o di difficile soluzione, ecco che spunta un'altra busta che presenta caratteristiche simili alla prima (originaria della discussione): è un'altra raccomandata (del 30.11.1943) recapitata a Genova come espresso (N.B.: non un raccomanda in espresso, ma una raccomandata senza il servizio espresso, ma che presenta il talloncino di consegna d'agenzia rpivata).
Le evidenti coincidenze di periodo (RSI), località (Genova) e servizio (raccomandata recapitata come espresso) mi han fatto tornare in mente un passaggio che potrebbe meglio descrivere la situazione locale in cui si sarebbe ingenerato l'irrisolto rompicapo storico postale:

Comunicato della Direzione Postale di Genova pubblicato su "Il Secolo XIX" del 04.09.1944.
"Il servizio di recapito dei telegrammi e degli espressi: in seguito a disposizione del Ministero della Comunicazioni il servizio di recapito dei telegrammi e degli espressi postali nella nostra città è stato assunto, con effetto dal 1 settembre volgente, direttamente dall'Amministrazione Postale, cessando la gestione in appalto cui era finora affidato. La Direzione delle Poste e dei Telegrafi, nell'intendimento di migliorare il servizio predetto, provvederà ad assumere nuovo personale maschile per il recapito e prega il pubblico di segnalare direttamente al proprio Reparto amministrativo qualsiasi lagnanza."

A Genova, dunque, c'erano stati problemi con la distribuzione della corrispondenza attraverso l'agenzia privata di recapito, per cui le lagnanze erano giunte fino al Ministero, che ex lege aveva provveduto alla revoca della concessione alla stessa, avocando la competenza in favore delle Poste. Certo è che se questo disservizio avrebbe potuto giustificare la raccomandata del 30.11.1943 (reperita di recente), resta difficile comprendere come il problema sia potuto verificarsi nuovamente colla raccomandata del 21.10.1944 (la prima originaria di questa riflessione).
Fa in fine sorridere che le etichette di consegna siano simili, lasciando intendere che la stessa agenzia privata continuò ad operare... recapitando anche raccomandate non in espresso!

Martino puoi produrre la scansione della raccomandata del 30 Novembre 1943? Grazie.Riccardo.


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MessaggioInviato: 23/12/2018, 22:49 
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C'è la possibilità (a cui non avevo pensato) che la raccomandata originaria del post possa essere stata distribuita, seppur con la targhetta di "agenzia di recapito espressi", dalle poste stesse, giacché poco prima di quella data il servizio era stato revocato ai privati (che tra l'altro operavano con sede nello stesso palazzo), per essere riassunto -appunto!- dalle stesse poste genovesi.

La ricostruzione resterebbe manchevole di una più specifica giustificazione tecnica per l'etichetta, ma collimerebbe per le date (revoca mandato ai privati il 01.09.1944 e distribuzione della lettera 22.10.1944) e spiegherebbe la consegna di una raccomandata... non anche in espresso.

Buffo da credere, ma a me sembra questa ricostruzione possa essere la più attendibile.

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MessaggioInviato: 14/05/2019, 18:39 
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Il mistero dei disservizi sull'indebito recapito degli espressi a Genova si costituisce di un altro elemento: una lettera in porto (50cent.) pagato in contanti all'ufficio di SanRemo (IM), partita in posta ordinaria il 16.09.1944 e giunta nel capoluogo ligure il 25.09.1944 ....e qui inspiegabilmente trattata come un espresso.
A dar prova della sua ingiustificata trattazione (per un servizio che non era stato nè chiesto, nè corrisposto) v'è sia la targhetta di recapito sul fronte, che l'impronta specifica del servizio sul retro.
Se ad originare il post era stata una raccomandata non in espresso (ma inspiegabilmente trattata come un espresso!), oggi è emerso un'altra fattispecie: una lettera questa volta di posta ordinaria, che senza alcuna ragione plausibile sembra che sia stata consegnata in espresso :roll:

Se nel tempo continueranno ad emergere altri ritrovamenti simili, si potrà scartare definitivamente l'ipotesi del mero errore accidentale... che al momento se,mbra aver perso sempre più quota.

Finora sono solo due casi (salvo un terzo ancora in via di studio... ancor più complesso).
Notando che i destinatari delle due missive presentate accidentalmente coincidono, si potrebbe iniziare a ragionare su una eventualità, rara ma pur possibile: il destinatario avrebbe potuto chiedere la consegna della propria posta con servizio espresso, facendo addebitare il servizio sul proprio conto corrente postale, previa garnzia di opportuno credito disponibile. A sconfessare questa ipotesi, però, resta l'evidenza che le poste di Genova avrebbero dovuto quantomeno affrancare le lettere del servizio corrisposto dal destinatario, se questo fosse stato effettivamente richiesto e pagato in addebito.


Allegati:
SanRemo(IM) 16.09.1944 - Genova 25.09.1944.jpg
SanRemo(IM) 16.09.1944 - Genova 25.09.1944.jpg [ 2.71 MiB | Osservato 95 volte ]

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Martino, mi fa piacere che alla fine la mia "teoria" si riveli una possibile eventualità :D , cioè quella di un servizio richiesto e pagato dal destinatario. Il ritrovamento di un altro documento con lo stesso destinatario e lo stesso servizio applicato è veramente significativo (ma come hai fatto a trovarlo? :shock: ).
Sul fatto che sulla lettera dovessero esserci applicati dei francobolli, c'è da discuterne. Secondo me non andavano applicati fb espresso in quanto il servizio era già pagato, e nemmeno segnatasse per lo stesso motivo, non c'era nulla da riscuotere. Forse mi aspetterei un timbro o un'annotazione 'servizio pagato' ma se, come dici, il servizio espressi era stato nazionalizzato e tutto si svolgeva all'interno dell'amministrazione delle poste, ciò potrebbe essere superfluo (cioè il fattorino degli espressi non era tenuto al controllo delle affrancature, semplicemente consegnava ciò che gli veniva dato).
Complimenti per il pezzo.
Andrea

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andy66 ha scritto:
Martino, mi fa piacere che alla fine la mia "teoria" si riveli una possibile eventualità :D , cioè quella di un servizio richiesto e pagato dal destinatario. Il ritrovamento di un altro documento con lo stesso destinatario e lo stesso servizio applicato è veramente significativo (ma come hai fatto a trovarlo? :shock: ).
Sul fatto che sulla lettera dovessero esserci applicati dei francobolli, c'è da discuterne. Secondo me non andavano applicati fb espresso in quanto il servizio era già pagato, e nemmeno segnatasse per lo stesso motivo, non c'era nulla da riscuotere. Forse mi aspetterei un timbro o un'annotazione 'servizio pagato' ma se, come dici, il servizio espressi era stato nazionalizzato e tutto si svolgeva all'interno dell'amministrazione delle poste, ciò potrebbe essere superfluo (cioè il fattorino degli espressi non era tenuto al controllo delle affrancature, semplicemente consegnava ciò che gli veniva dato).
Complimenti per il pezzo.
Andrea


@andyy66 : Ti ringrazio nuovamente per l'attenzione e per più facile lettura ti segnalo in rosso un tuo passaggio che magari meriterebbe chiarimento.
Io non mi riferivo alla possibilità che un'agenzia di recapito espressi potesse avere mandato (o delega) di ritirare e trasportare la corrispondenza NON in espresso per un suo cliente.
Io, piuttosto, intendevo affermare (ma sono ancora nel campo delle ipotesi) che un ufficio postale di Genova (e non un 'agnzia privata...) potesse aver accordato l'addebito su conto corrente del corrispettivo del solo servizio espresso per la corrispondenza che, quindi, doveva essere recapitata al destinatario con servizio richiesto e pagato.
Esisteva, ovviamente, una norma postale che espicitava la possibilità di questo servizio, ma preferirei non star qui ad appesantire il confronto: potrebbe bastare quanto già ha scritto il prolifico Bignami su "Il Postalista": https://www.ilpostalista.it/sp_ta52.htm

Secondo il suo ultimo esempio e l'intepretazione che ne offre Bignami saremmo, quindi, di fronte ad una casisistica che non avrebbe previsto l'applicazione del francobollo espresso (a mò di rispedizione) o di corrispettivo in segnatasse. La cosa mi ha lasciato un po' perplesso perchè ho immaginato, a torto o a ragione, che a seguito di un addebito incamerato da uno sportello postale (quello di arrivo e consegna) non veniva emessa alcuna ricevuta/marca/bollo... come invece avveniva per le affrancature, le integrazioni e le tassazioni.
Chi son io per mettere in dubbio Bignami? :D Ho solo il sospetto che la questione delle indebite consegne a Genova non termini con questi due unici casi, ma che possa rivelarsi diffusa anche ad altri destinatari, sebbene al momento io non possieda riscontri sufficienti per poter verificare la fondatezza di questi timori.

In fine mi tu mi chiedevi da dove io abbia preso l'oggetto, che restava qui invenduto da tempo, finchè non m'è tornata in mente la mia ricerca: https://www.ebay.it/itm/Italy-Kingdom-1 ... 2749.l2649

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MessaggioInviato: 15/05/2019, 22:56 
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Chissà come ci sarà finita quella lettera a Montagnola in Svizzera :D
Riguardo al recapito degli espressi, non penso che le Poste si affidassero esclusivamente ai propri fattorini ma, in base alle esigenze, si avvalessero anche di agenzie di recapito private. Comunque mi pare di aver capito che da Settembre '44 non esistessero più agenzie private, presumo quindi che fossero state nazionalizzate?
Ora sarebbe bello capire se, antecedente a quella data, il destinatario si avvalesse sempre di questo servizio di recapito in espresso, e se lo avesse richiesto ad un'agenzia o alle Poste stesse, ma direi che ha poca importanza, si tratta sempre di un servizio espresso richiesto da un destinatario, cioè esattamente il contrario di ciò che avveniva di norma, con l'apposizione del fb da parte del mittente. Sulla presenza o meno di bolli, timbri e diciture su questo tipo di documenti invece c'è molto da indagare...
Andrea

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Andy66

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