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 Oggetto del messaggio: La tragedia della S/S Laconia
MessaggioInviato: 13/04/2017, 15:47 
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Iscritto il: 14/10/2015, 14:53
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Giorni fa, rovistando in una scatola di corrispondenze ad un mercatino locale, ho selezionato una busta della CRI di via Puglie in Roma con all'interno un messaggio, a firma dell’Ecc. Sen. Generale Ambrogio Clerici, che comunicava alla famiglia di un militare italiano fatto prigioniero in Africa, che le competenti autorità avevano restituito il foglio di comunicazioni CRI scritto un anno prima, perché il loro congiunto era stato rimpatriato.
Mi ha subito incuriosito l’indirizzo del militare prigioniero di guerra a cui la famiglia voleva far giungere proprie notizie: S/S LACONIA P.O. BOX 1539 - NISSOULA MONTANA USA.
Ho iniziato una ricerca in rete e sono rimasto stupefatto dalle informazioni che ne ho ricavato venendo a conoscenza di un doloroso evento accaduto durante la seconda guerra mondiale, a me totalmente sconosciuto, nonostante abbiano anche realizzato, nel 2011, un film dal titolo “L’affondamento del Laconia”. Riporto un sunto di quanto riscontrato: l’RMS Laconia era uno splendido transatlantico di proprietà della società Cunard Line. Venne varato nel 1921, ma con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, venne requisito dalla Royal Navy, la marina britannica, e trasformato in cargo incrociatore, armato con otto cannoni da 152,4 mm e due obici da 762 mm. e, successivamente ad altre modifiche, quale trasporto truppe e nave per prigionieri di guerra. Iniziò a effettuare le sue traversate dalla Gran Bretagna fino al continente africano, trasportando le truppe inglesi che combattevano in Nord Africa contro l’Afrika Korps di Rommel e, in seguito alla prima battaglia di El Alamein, del luglio 1942, ebbe la delicata missione di trasferire circa 1800 prigionieri italiani nei campi di concentramento alleati negli Stati Uniti.
Salpato nel luglio 1942 dal porto di Suez, sul Laconia vennero imbarcati 463 uomini dell’equipaggio, 268 soldati britannici, ottanta passeggeri (per lo più donne e bambini, membri delle famiglie dei soldati britannici o dei membri dell’equipaggio) e 103 soldati polacchi destinati al servizio di guardia degli oltre 1800 prigionieri italiani. Nella notte del 12 settembre 1942, il Laconia, ormai lontano dalle coste dell’Africa, in pieno Oceano Atlantico, mentre faceva rotta verso gli Stati Uniti, venne avvistato dal periscopio del sommergibile tedesco U156, comandato dal Capitano di Vascello Werner Hartenstein: alle ore 20.10, al largo dell’Isola di Ascensione, il transatlantico venne raggiunto da un siluro del sommergibile, sul lato di dritta; pochi istanti dopo, la nave venne raggiunta da un secondo siluro e, alle 21.11, innalzando la sua prua al cielo stellato della notte atlantica, affondò di poppa.
Durante le fasi dell’affondamento, però, le guardie polacche chiusero tutti i boccaporti delle stive dove erano tenuti prigionieri gli Italiani: molti di loro morirono affogati nel ventre d’acciaio della nave. Alcuni dei sopravvissuti, inoltre, diranno che i Polacchi di guardia, pur di non fare fuggire i prigionieri, fecero uso delle loro armi in dotazione e aprirono il fuoco. Una volta che la nave affondò negli abissi, Werner Hartenstein ordinò di fare rotta sul luogo dell’affondamento, per recuperare gli eventuali naufraghi: la sorpresa dell’equipaggio del sommergibile tedesco fu enorme quando udirono grida di aiuto in italiano tra i rottami affioranti. Recuperati i naufraghi, l’U156 trasmise al comando degli U-Boot la notizia e l’Ammiraglio Karl Doentiz ordinò ad altri due sottomarini tedeschi di raggiungere Hartenstein e recuperare i naufraghi; fu, inoltre, inviato il Sommergibile Cappellini, della Regia Marina italiana, comandato dal Tenente di Vascello Marco Revedin in supporto ai Tedeschi.
Il 16 settembre 1942, l’U156, con le scialuppe dei naufraghi a rimorchio, venne avvistato da un velivolo alleato mentre navigava in superficie: nonostante l’invio di messaggi radio “in chiaro” sulle frequenze inglesi di non attaccare il sommergibile poiché impegnato in una missione di soccorso (tra i naufraghi, vi erano anche soldati e marinai inglesi, donne e bambini), l’aereo sganciò due bombe che, cadendo nelle vicinanze dell’U-boot, solo fortunosamente non causarono danni. Il giorno seguente, avvistati due cargo francesi, i naufraghi furono trasbordati sulle due navi mercantili, così da lasciare liberi i sommergibili tedeschi impegnati, fino ad allora, nella missione di salvataggio; il 18 settembre, infine, le navi francesi, a loro volta, trasferirono i sopravvissuti sul Sommergibile Cappellini, che era ormai sopraggiunto. Alla fine di tutto, si contarono tra le 1600 e le 1700 vittime, per la stragrande maggioranza prigionieri di guerra italiani. Per quanto riguarda il destino dell’eroico comandante Hartenstein, il 12 marzo 1943 venne affondato da un aereo statunitense, mentre si trovava in navigazione nell'Oceano Atlantico.
Il biglietto della Croce Rossa che qui riporto, è stato scritto in data 15.04.1942 che fa presumere a fatti di guerra antecedenti la prima battaglia di El Alamein del luglio 1942 ma, sicuramente, il militare prigioniero era tra i 1.800 che furono imbarcati sul S/S Laconia partito da Suez nel luglio 1942. Presumo che detto militare faceva parte dei pochi fortunati sopravvissuti alla tragedia atteso che la missiva della CRI di data 09.09.1943 comunica ai familiari il rimpatrio dello stesso.


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 Oggetto del messaggio: Re: La tragedia della S/S Laconia
MessaggioInviato: 13/04/2017, 16:27 
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Iscritto il: 30/10/2012, 14:25
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Complimenti Gigi: hai riportato alla luce un documento importante, tragico ma è un granello di storia, della nostra storia.
Grazie per averlo condiviso con tutti noi.
Ciao
Roby


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 Oggetto del messaggio: Re: La tragedia della S/S Laconia
MessaggioInviato: 13/04/2017, 20:13 
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Mi associo ai complimenti di Roby per il documento rinvenuto al mercatino, che riporta alla tragedia del piroscafo Laconia. Posto due documenti relativi al thread tratte dal web, per implementare la discussione su questa tragica vicenda che ha visto numerose vittime tra i nostri connazionali. Il primo è un documento della Croce Rossa del 22 Gennaio 1943 il quale attesta un imbarco non meglio precisato, del Caporale Quaini, mentre il secondo è un verbale di irreperibilità del Comando del Distretto Militare di Lodi con la dichiarazione della morte per affondamento sul piroscafo Laconia.Riccardo.


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 Oggetto del messaggio: Re: La tragedia della S/S Laconia
MessaggioInviato: 14/04/2017, 14:40 
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Iscritto il: 14/10/2015, 14:53
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Grazie Roby, era doveroso parlarne, anche perché attraverso il forum, che é seguito da molti utenti, sia italiani che esteri, ho portato a conoscenza un avvenimento che merita il ricordo di quanti sono periti in quella tragedia.

Per Ricky: si, anch'io, nel fare le ricerche in rete, mi sono imbattuto nel sito dove sono stati riportati i due documenti da te postati. Non ne ho trovati altri. Solo racconti dei sopravvissuti, ma altri documenti al momento nulla. Quello che invece non ho trovato é un elenco ufficiale dei morti e dispersi del naufragio.

Avete qualche informazione in merito?


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 Oggetto del messaggio: Re: La tragedia della S/S Laconia
MessaggioInviato: 14/04/2017, 19:29 
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Iscritto il: 19/05/2015, 19:41
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Località: COLLEGNO (TORINO)
Gigi, purtroppo la ricerca dell'elenco dei dispersi della tragedia del piroscafo Laconia, da me immediatamente eseguita sul web, non ha portato a nessun risultato utile.Inoltre gli unici documenti che ho trovato, inerenti al thread, sono solamente quelli prodotti ieri.Riccardo.


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