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Il Campo di concentramento di Ravensbrück, era una lager nazista e fu aperto il 15 Maggio 1939, situato a 90 chilometri a nord di Berlino, sulla riva del lago di Fürstenberg/Havel.
A differenza della maggior parte dei campi, Ravensbrück era destinato perlopiù alle donne; disponeva di trentuno sottocampi utilizzati dai nazisti come serbatoi di manodopera schiava, disseminati tra il Mar Baltico e la Baviera.

Il 25 novembre 1938 su ordine del Reichsführer delle SS Heinrich Himmler, vennero trasferiti 500 prigionieri dal campo di concentramento di Sachsenhausen per la costruzione del nuovo campo femminile di Ravensbrück, allocato in una proprietà personale di Himmler stesso.

Vi furono subito rinchiuse oltre 2.000 donne fra austriache e tedesche, provenienti dal primo campo di concentramento femminile di Lichtenburg, una fortezza del XVI secolo riadattata a prigione, che proprio in quel periodo fu chiuso. Le prime deportate ad esservi internate erano comuniste, socialdemocratiche, testimoni di Geova, antinaziste in genere, così come "ariane", accusate del grave reato di aver violato le Leggi di Norimberga sulla "purezza razziale", avendo avuto rapporti sessuali con una "razza" "Untermensch", cioè sub-umana, inferiore a quella tedesca.

Ravensbrück, fino alla definitiva caduta del regime hitleriano nell'aprile 1945, rimase il principale lager femminile FKL (Frauen Konzentrationslager) della Germania nazista.

Il campo era edificato su un terreno formato da una duna sabbiosa e desolata, talmente fredda da essere chiamata “la piccola Siberia di Meklenborg”. Era circondato da un bosco di conifere e betulle; vi erano 32 baracche per gli alloggi delle prigioniere, uffici per l'amministrazione, case per le SS, ed una fabbrica della Ditta Siemens Werke di Berlino per il lavoro schiavo delle deportate. Ravensbrück era circondata da un muro alto quattro metri su cui correvano i fili spinati dell'alta tensione; agli angoli torrette di guardia con le mitragliatrici.

All'interno una megalopoli di baracche ripetitiva e compressa, completamente priva d'erba e di alberi, con gli edifici essenziali: cucina, ospedale da campo, prigione e crematorio e le due grandi aree industriali periferiche.

Il 29 giugno 1939 giunsero al campo, provenienti dall'Austria, 440 deportate zingare insieme ai loro figli: entro il 1945 il numero delle zingare salirà a 5.000 unità.


Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale e la successiva invasione tedesca della Polonia, il 23 settembre 1939, le prime deportate polacche giunsero al campo. Entro il termine del conflitto vennero internate a Ravensbrück provenienti dalla Polonia e dagli altri territori occupati dell'est circa 40.000 donne. Queste donne erano usate per il lavoro nei campi.

Le donne deportate che popolano il campo aumentano a ritmo crescente: oltre 3.000 nell'aprile 1940, oltre 4.000 in agosto.

Il 6 giugno 1941 sorse a Ravensbrück un piccolo campo di concentramento maschile, (Männerlager) separato da quello femminile, eretto da 300 deportati provenienti da Dachau. Vi transitarono in totale circa 20.000 uomini. I detenuti di Dachau installano nel Lager una grande sartoria di proprietà delle SS, la fabbrica “TexLed”, nella quale le prigioniere erano addette al confezionamento di divise militari e calzature per i soldati della Wehrmacht e per i reparti delle SS. Lo stabilimento resterà la più grande sartoria per la produzione di vestiario militare tedesco (Industriehof).

Ad agosto '41 scoppia un'epidemia nel lager e il campo viene abbandonato a sé stesso, guardato a distanza dalle SS. Nonostante le epidemie a settembre viene attribuita la matricola 7.935.

Il campo di Ravensbrück fornì anche circa il 70% delle donne impiegate come prostitute nei bordelli interni di altri campi di concentramento; nel 1942, ad esempio, i tedeschi inviarono circa cinquanta prigioniere politiche in vari bordelli di campi di sterminio tra cui Mauthausen e Gusen. Molte di loro erano partite volontarie per sfuggire alle terribili condizioni di vita del campo.

A partire dal dicembre 1941 le SS iniziano il sistema delle Selezioni per i famigerati "Trasporti neri"; il medico eugenista del campo, Friedrich Mennecke, sceglie le deportate fisicamente più debilitate e inabili al lavoro da eliminare, inviandole in altri lager o centri, attrezzati per lo sterminio.

Nel 1942 Ravensbrück conosce un grande sviluppo produttivo; la Siemens apre una filiale appena fuori la cinta del campo; utilizzerà la mano d'opera schiava del lager; vengono costruiti nuovi blocchi, capannoni e magazzini. Ravensbrück si espande e diventa una città concentrazionaria, circondata da sottocampi e kommandos di lavoro esterni (saranno più di 40 nel 1945) oppure affitta la manodopera coatta ad altre industrie. Nel 1942 la popolazione reclusa nel campo passa dalle 7.000 alle 10.000 unità effettive, ma le matricole toccano il numero 15.558 in dicembre. Le circa 5000 di disavanzo vanno ricercate tra l'alta mortalità nel campo e gli invii delle detenute ebree e zingare ad Auschwitz.

Difatti tra il 1942 ed il 1943 continuarono i trasferimenti di deportate ebree e zingare in seguito agli ordini pervenuti dall'Ufficio centrale per la sicurezza del Reich che prevedevano, in particolare, l'internamento di tutti i deportati di origine ebraica nel campo di Auschwitz-Birkenau, al fine di rendere il territorio, così vicino alla capitale e ai centri di potere (dove Ravensbrück si trovava), Judenrein, ovverosia "liberato dagli ebrei".

Oltre ad essere un KL, Ravensbrück fu anche campo di preparazione per ausiliarie SS-Aufseherinnen, donne addette alla sorveglianza dei block femminili nei KL. Reclutatate con appelli e giornali patriottici e dalla prospettiva di un buon stipendio si presentarono a migliaia all'esame di ammissione. Si calcola che tra il 1942 e il 1945 fossero state addestrate a Ravensbrück circa 3500 di queste ausiliarie, inviate poi, soprattutto in altri lager. Avevano stipendio e uniforme delle SS ma non avevano gli stessi diritti dei membri maschi. La loro ferocia sbalordì le stesse SS. Molte, a guerra finita, furono processate e condannate a morte o a svariati anni di reclusione per crimini contro l'umanità; molte la fecero franca. In particolare a Ravensbrück il servizio di sorveglianza femminile era svolto da 150 Aufseherinnen, alle dipendenze di una Oberaufseherin.

Il 20 luglio 1942, iniziarono i criminali esperimenti "medici" su internate (principalmente polacche), effettuati dal medico delle SS Karl Gebhardt. Altri medici coinvolti furono l'SS-Obersturmführer Dr. Fritz Fischer, i dottori Gerhard Schiedlausky, Richard Trommer, Herta Oberheuser e persino Ludwig Stumpfegger chirurgo personale di Himmler e Hitler, i quali seguivano con particolare aspettativa e interesse queste orribili prove su cavie umane dopo averle ordinate. La genesi di tali ricerche risale principalmente al 5 giugno 1942, quando a seguito a un'infezione di gangrena gassosa era morto il giorno prima il capo della sicurezza del Reich, Reinhard Heydrich ma anche perché il tasso di mortalità tra i soldati tedeschi, sempre per la gangrena gassosa era molto alto; occorreva trovare il farmaco e le dosi giuste per debellarla, provandolo su cavie umane infettate appositamente. (vedi Esperimenti medici su cavie umane).

Nel 1943, in aprile, viene immatricolata la 19.244 prigioniera e viene costruito il crematorio.

Nel 1944 l'immatricolazione delle nuove prigioniere passa dal n. 38.818 di aprile al n. 91.748 di dicembre (questi dati sono stati conservati grazie a prigioniere francesi addette agli uffici di registrazione). Allo sfruttamento intenso con il lavoro ne segue un grande aumento della mortalità, comprensiva anche dell'eliminazione fisica dei soggetti considerati inabili e improduttivi come anziane, donne incinte, prigioniere con problemi psicologici, oppositrici.

All'inizio del '44 vi sono deportazioni più massicce nel campo. Tra il 2 e il 30 agosto vi sono numerosi arrivi di migliaia di deportate evacuate dai lager dell'est, da Varsavia, di cui 14.000 solo da Auschwitz-Birkenau per l'arrivo dell'esercito sovietico. Mentre il numero delle deportate aumenta in modo esponenziale, i posti di lavoro rimangono uguali e anche le richieste di manodopera. Ravensbrück si trova così iperaffollato con decine di migliaia di prigioniere in eccedenza. Viene allestita un enorme tenda militare (Block 25) in una zona paludosa, per far posto ai nuovi arrivi; la vita da bestie e la promiscuità in questa tenda, la mancanza di igiene pressoché totale crea una moltitudine sporca, infestata di parassiti, coperta di stracci, destinata a diventare in brevissimo tempo vittima di furiose epidemie e dissenteria. La tenda, con soddisfazione delle SS, si scopre un involontario efficace strumento di sterminio.

Tanto piacque agli sterminatori SS l'effetto mortale della tenda che ripetono l'esperimento nel vicino sottocampo di Uckermark, affollato per lo scopo da grossi spostamenti di deportate inutilizzabili per il lavoro. Uckermark con i suoi 6 blocchi diventò, dalla fine del 1944, campo di eliminazione, attuata con metodi vari (promiscuità, avvelenamento, inedia, assideramento e abbandono) e con invii alla camera a gas del campo principale.

Una delle forme di resistenza di Ravensbrück fu l'organizzazione, nascosta all'autorità del campo, di lezioni scolastiche realizzata dalle prigioniere in favore delle compagne più sfortunate. Tutti i gruppi nazionali ebbero una qualche forma di insegnamento: le deportate polacche riuscirono ad organizzare lezioni universitarie con insegnanti qualificate.

Dopo una visita di Himmler alla fine del 1944, si stabilì l'eliminazione giornaliera di un gruppo cinquanta-sessanta donne. Ciò faceva parte dei piani di evacuazione del lager in vista dell'arrivo dell'Armata Rossa. Si doveva liquidare la popolazione del campo in fretta sterminando, oltre alle detenute inabili al lavoro, anche quelle che non potevano camminare per lunghe marce, le intrasportabili, testimoni delle atrocità naziste o donne politiche scomode.

I "Trasporti neri" non potevano più essere effettuati poiché i centri di sterminio come Hartheim erano stati chiusi o in via di smantellamento e le vie di comunicazioni poco agibili perché disastrate dalla guerra ormai vicina. Quindi le prigioniere condannate a morte, negli ultimi mesi, dovevano essere soppresse a Ravensbrück. Le esecuzioni iniziarono a essere effettuate in uno stretto passaggio tra due alti muri chiamato "Corridoio della fucilazione" situato tra il Bunker e il crematorio, con un colpo alla nuca e alla presenza del medico del campo; molte non morivano subito e il medico provvedeva con iniezioni di veleno al cuore a finirle. Poi i corpi venivano cremati. Furono inviati da Berlino specialisti del "colpo alla nuca" ad organizzare il massacro.

Al principio del 1945 il comandante del campo, per riuscire ad eliminare tutte le numerose deportate selezionate per lo sterminio, scontento del rendimento delle esecuzioni con colpo alla nuca o di altri sistemi nonostante la loro micidialità, decise di usare il gas. Fece iniziare in tutta fretta la costruzione di una camera a gas, azionata a Zyklon B (acido cianidrico), nello "Jugendlager" (Campo delle giovani, destinato a ragazze tedesche deportate). Lo specialista-capo dell'intera organizzazione era l'SS Johann Schwarzhuber, già comandante ad Auschwitz fino all'ottobre del 1944 e trasferito a Ravensbrück nel gennaio del '45. La camera a gas era installata in una baracca di legno vicino, per ovvie ragioni logistiche, al crematorio. Quest'ultimo si trovava a metà strada tra il Lager e il lago Schwed (dove venivano versate le ceneri) ed era già in funzione dal 1943. Era composto da due forni Kori T II "Reform" a doppia porta, che pur tenuti continuamente accesi giorno e notte, si rivelarono insufficienti a incenerire l'elevato numero dei corpi dovuto anche allo sterminio sistematico in atto. La grande morìa di prigioniere però era soprattutto dovuta allo sfinimento fisico per lavoro, dissenteria, fame e alle epidemie che infuriavano nel campo e perciò nel '44 fu aggiunto un terzo forno crematorio del tipo Kori "Mobile" a olio combustibile, privo del rivestimento esterno di mattoni refrattari.

A gennaio '45 nel campo vi erano 46.000 deportate; ad aprile il loro numero si era ridotto a 11.000.

Il Sonderkommando, addetto alla camera a gas e ai forni crematori, viene ucciso dalle SS il 25 aprile 1945, per non lasciare testimoni scomodi dei loro criminali massacri; ma da testimonianze giurate di sopravvissuti e delle stesse SS risulta che nella camera a gas di Ravensbrück, nei pochi scarsi mesi che funzionò (Gennaio-Aprile 1945), vennero uccise circa 6000 persone.

Per non lasciare ulteriori prove di sterminio, venne anche distrutta dalle SS, ai primi di aprile, un'altra camera a gas in muratura in costruzione. Questa camera era basata su un progetto complesso, simile a quelle di Birkenau o di Hartheim, anche se di minor ampiezza.

Il 23 aprile 1945, con l'avvicinarsi della fine per il regime nazista, sperando in agevolazioni personali, Heinrich Himmler, grazie alla felice ed eroica mediazione del suo medico personale olandese, il Dott. Felix Kersten, trattò con il conte svedese Folke Bernadotte la liberazione di più di 70.000 internati tra i vari lager e 7000 donne di Ravensbrück tra francesi, norvegesi, belghe e olandesi, vennero trasferite dalla Croce Rossa svedese al sicuro.

Il 26 aprile, le SS ordinarono l'evacuazione delle restanti deportate e deportati del campo maschile, che furono costrette ad una terribile marcia della morte diretta a nord, durante la quale molte persero la vita.

Il 30 aprile 1945 il campo di Ravensbrück fu finalmente liberato dalle forze sovietiche. I soldati sovietici violentarono diverse prigioniere sopravvissute[2].

I russi vi trovarono 3.000 prigioniere scampate all'evacuazione, e circa 300 prigionieri uomini, per la maggior parte gravemente ammalati e completamente denutriti. Poche ore dopo le unità sovietiche in avanzata, salvarono anche le scampate alla marcia della morte. Le superstiti vengono raggiunte e liberate dall'Armata Rossa a Schwerin.

Si stima che tra il 1939 e il 1945 il campo di Ravensbrück abbia ospitato circa 130.000 deportati, dei quali 110.000 donne. I documenti sopravvissuti alla distruzione da parte delle autorità del campo indicano circa 92.000 vittime.

Presento, di seguito, alcune testimonianze postali di questo lager nazista.Riccardo.


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