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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: guidonia 8 settembre - il lato umano
MessaggioInviato: 22/10/2017, 14:22 
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Vorrei farvi partecipi di un documento che ritengo eccezionale come testimonianza storica.
Subito mi ero reso conto che la persona che scriveva doveva essere un personaggio di buona cultura e facoltoso
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ma non avevo proprio ancora idea...


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MessaggioInviato: 22/10/2017, 14:37 
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e dopo vari discorsi sulla attuale occupazione
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comincia a ripercorrere gli avvenimenti a guidonia l'otto settembre 43. Tutti si sono dileguati e lui, come più alto ufficiale in grado si ritrova con le chiavi del D.S.S.E. a difendere coi carabienieri la mensa dal saccheggio..
Una delle eccellenze italiane si dissolve in pochi giorni..


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MessaggioInviato: 22/10/2017, 14:55 
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e probabilmenet i tedeschi si impossano di tutti i documenti e del lavoro dei nostri scienziati..
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così quando lo vogliono tradurre in germania, sembra un film con la macchina nascosta nella grotta ect. E dopo otto mesi di vita alla macchia arriva lo sbarco di anzio...


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MessaggioInviato: 22/10/2017, 15:17 
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durante il quale ne passa di tutti i colori
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per poi ritrovarsi in una roma alla fame a casa di un collega ad aspettare la fine della guerra.
chi scrive era uno dei massimi studiosi italiani e a lui sono intitolate una scuola e una strada..
trovo questa lettera uno spaccato vivido degli accadimenti e del tormento che hanno caratterizzato l'otto settembre 43
umberto


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MessaggioInviato: 22/10/2017, 15:25 
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Eccezionale documento Umberto ho finito di leggerlo adesso e rispetto la tua scelta di non citarne il famoso nome.Riccardo.


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MessaggioInviato: 22/10/2017, 15:32 
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si ho preferito così anche se immagino che michele e voi tutti arriviate in un attimo a capirlo.
umberto


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MessaggioInviato: 23/10/2017, 9:49 
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morek ha scritto:
si ho preferito così anche se immagino che michele e voi tutti arriviate in un attimo a capirlo.
umberto
A leggere il libro di Bernardino Lattanzi "Vita ignorata del Centro studi ed esperienze di Guidonia", il nome in questione dovrebbe essere uno solo: le sue iniziali sono A. E.?
Secondo me, il nome andrebbe pubblicato perché quanto scrive gli fa un grandissimo onore: pochi hanno avuto la dirittura morale e la forza d'animo di questa persona che, se l'ho individuato correttamente, era un ufficiale superiore e, soprattutto, il maggior esperto italiano della sua materia.
Michele

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MessaggioInviato: 23/10/2017, 11:13 
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E' un documento straordinario di quel tragico momento storico, narrata da chi l'ha vissuto in prima persona....
Grazie per averlo postato
Roby


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MessaggioInviato: 23/10/2017, 16:39 
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Una piccola aggiunta a proposito dell'unica persona citata col cognome nella lettera: Helbig. Si tratta certamente di Demetrio Helbig, chimico e generale del Genio Aeronautico. Era figlio di Wolfgang Helbig, illustre archeologo tedesco che abitò nella cinquecentesca Villa Lante al Gianicolo dal 1887, prendendola in affitto dalle monache che ne erano proprietarie. Nel 1909 Demetrio la acquistò, ed infatti la villa è conosciuta anche come Villa Helbig, e nel 1946 la diede parzialmente in affitto all'Accademia di Finlandia, cedendone poi l' intera proprietà nel 1950.
Tornando alla lettera: se la mia identificazione del mittente è corretta (spero che Umberto mi confermi che le iniziali che ho indicato sono giuste), Helbig e "il nostro" erano stati colleghi di lavoro: presumo che all'epoca dei fatti narrati Helbig fosse in pensione da tempo. E questo rende più amara la sottolineatura del "giardiniere" nella lettera e della fame dei due.
Michele

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MessaggioInviato: 23/10/2017, 19:14 
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Caro Umberto volevo informarti che io e Michele ci siamo sentiti in forma privata e siamo giunti alla identica persona, il Guidoniano A.E. Se confermerai almeno le iniziali te ne saremo grati.A Michele ho accennato che si potrebbe trattare eventualmente il D.S.S.E.di Guidonia sul Forum e le sue eccellenze nei vari campi scientifici che ha ospitato.Saluti Riccardo.


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MessaggioInviato: 23/10/2017, 19:34 
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Michele se pensi Antonio Eula sei fuori strada, pur essendo veramente un grandissimo, non credo fosse così esperto di botanica da riuscire a cibarsi per otto mesi di ogni tipo di fungo o erba commestibile. E non aveva collezioni ed erbari da salvare (poi donate al museo dell'erbario di Roma)
umberto
e ricordati che ha messo al sicuro il platino..


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MessaggioInviato: 23/10/2017, 19:37 
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Helbig è sicuramente lui.
Il dsse meriterebbe sicuramente uno spazio perchè è sicuramente una straordinarietà sia per il numero di cervelli sia per i metodi innovativi sia per i risultati...


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MessaggioInviato: 23/10/2017, 20:01 
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morek ha scritto:
Helbig è sicuramente lui.
Il dsse meriterebbe sicuramente uno spazio perchè è sicuramente una straordinarietà sia per il numero di cervelli sia per i metodi innovativi sia per i risultati...

Umberto devo dire che, pure io ero convinto che si trattasse del Prof.Antonio Eula eminenza nel campo dell''Aerodinamica in Aviazione, e per quanto riguarda Helbig, ti riferisci a quanto detto da Michele, cioè Demetrio Helbig. Vado a fornire alcune informazioni tratte dal Web riguardo al D.S.S.E. di Guidonia.

Direzione Superiore Studi ed Esperienze

La Direzione superiore studi ed esperienze (DSSE) era un centro di sperimentazione aeronautica sorto a partire dal 1935 nei pressi di Roma, a Montecelio; prese l'eredità delle precedenti attività sperimentali del Battaglione Specialisti del Servizio Aeronautico del Regio Esercito, tra le cui fila vi era anche il Tenente Giulio Costanzi e poi della Regia Aeronautica che aveva concentrato in quella zona a partire dal primo dopoguerra, e che negli anni venti vedeva già la presenza in zona di una galleria del vento perfettamente funzionante. In quegli anni, avendo come corpo centrante il DSSE, colà sorse la città di Guidonia. Il DSSE fu, negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, un centro di eccellenza a livello mondiale nella sperimentazione aeronautica.

Alle attività della DSSE concorrevano tutte le specialità che sono tuttora inquadrate nel Corpo del genio aeronautico: ingegneri, geofisici, chimici e tecnici specializzati.

Nell'ambito di questo fermento di uomini e di idee innovative venne realizzato a Guidonia il centro per gli studi e le esperienze aeronautiche, necessario per ospitare tutte le attività della DSSE, secondo una idea originale del generale Gaetano Arturo Crocco.

Questo Centro aveva la particolarità di comprendere nel suo ambito tutti i settori della ricerca aeronautica dell'epoca: radiotecnica, armamento, tecnologia, elicistica, aerodinamica subsonica, ottica, fotografia e strumentistica. Alla ricerca nel settore della tecnica aeronautica furono via via affiancati anche altri centri di studio in un certo senso "affini", per ricerche di Medicina aeronautica, il Reparto Sperimentale di Volo e uno Stabilimento di costruzioni aeronautiche (SCA).

Presso il DSSE c'erano molti impianti all'avanguardia: la galleria a doppio ritorno, la galleria "Ultrasonica", il simulatore di vuoto, chiamato cassone pneumatico per l'alta quota, e una centrifuga per lo studio del disorientamento spaziale. Molti di questi impianti erano utilizzati dal Centro studi e ricerche di medicina aeronautica e prefigurarono attrezzature poi usate per la medicina spaziale, o portarono alla realizzazione di equipaggiamenti che si possono considerare a tutti gli effetti i precursori delle moderne apparecchiature usate in campo astronautico. Gli esempi più eclatanti sono rappresentati dal simulatore con "ciclo-ergometro", dalla centrifuga, dalla tuta pressurizzata e dalla cabina stagna, queste due ultime utilizzate da Mario Pezzi per i suoi record di quota stabiliti negli anni ‘40.

« [...] Guidonia veniva a costituire così la silenziosa fucina di prove che dava sicurezza al volo e che, in un lavoro senza soste, sviscerava i complessi problemi relativi ai settori chimico, tecnologico, aerodinamico, fotografico, strumentale, agli studi sulle velocità supersoniche, sulle vibrazioni in volo, sulle velocità critiche, traendo le relative regolamentazioni per ogni tipo d'aereo, impartendo prescrizioni di sicurezza alle Ditte Costruttrici: veniva sperimentato e collaudato ogni ramo delle attività aeronautiche, dalle benzine, alle vernici, ai legni speciali, ai materiali plastici. »
(Gen. A.A. Giuseppe Valle - Sottosegretario di Stato - da una relazione nel 1939)

Il DSSE costituì il tentativo di realizzare un unico organismo statale di ricerca pubblica in campo aeronautico, con l'importante compito di governare e di dirigere anche le ricerche private in questo campo al fine di evitare di disperdere energie. Sovrintendeva quindi alla attività del Centro Studi ed Esperienze di Guidonia, ma anche dei reparti studi e progettazione delle ditte private (Savoia-Marchetti, Caproni, Fiat, CANT, ecc.), riuniva gli studi effettuati all'estero e ne traeva linee di approfondimento o dati utili, dirigeva i centri di ricerca pubblici distaccati militari o annessi ad università e politecnici. Avrebbe dovuto riunire, allargare ed approfondire tutte le ricerche in campo aeronautico italiano: questo era il suo scopo istituzionale. I risultati delle ricerche del DSSE avrebbero dovuto divenire successivamente patrimonio delle industrie italiane del settore, garantendo così un predominio italico in campo aviatorio. Questo avvenne solo limitatamente, mentre in alcuni casi, invece, fu nefasto, ad esempio in campo motoristico, dove alcuni "diktat" del DSSE ritardarono lo sviluppo di propulsori ad alta potenza.

I Guidoniani

Guidoniani è l'appellativo con il quale venivano chiamati i giovani ufficiali che lavorarono tra il 1935 e il 1943 presso la Direzione Superiore Studi ed Esperienze (DSSE) di Guidonia.

Spiccano tra loro grandi nomi come Antonio Ferri, Luigi Crocco (figlio di Gaetano Arturo Crocco), Luigi Broglio, Antonio Eula, Pietro Teofilato, Gaspare Santangelo, Bernardino Lattanzi, Carlo Riparbelli, Emilio Montuschi, Giorgio Barzilai, Algeri Marino, Bruno Peroni, Gaetano Lamiral, Dante Curcio, Renato Koch e il medico Tommaso Lomonaco.

La DSSE si componeva in diverse Divisioni, fra cui quella Radioelettrica, quella Chimica-Tecnologica, la Sezione Aerostrutture, la Sezione Aerodinamica, quella Ottico Fotografica, la Idrodinamica, la Divisione Motori e Strumenti di bordo, ed il centro Sperimentale di Volo. Stretti da vincoli di amicizia, spinti da interessi comuni per lo studio, da aspirazioni accademiche, sotto la guida di Gaetano Arturo Crocco ottennero brillanti risultati nelle loro ricerche aeronautiche, che furono apprezzate a livello mondiale. In seguito, molti di loro si dedicarono anche a studi di tipo astronautico, gettando le fondamenta della ricerca spaziale in Italia. Tra tutti, in questo campo, spiccano Gaetano Arturo Crocco e Luigi Broglio.


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MessaggioInviato: 24/10/2017, 0:18 
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morek ha scritto:
Michele se pensi Antonio Eula sei fuori strada, pur essendo veramente un grandissimo, non credo fosse così esperto di botanica da riuscire a cibarsi per otto mesi di ogni tipo di fungo o erba commestibile. E non aveva collezioni ed erbari da salvare (poi donate al museo dell'erbario di Roma)
umberto
e ricordati che ha messo al sicuro il platino..
Per le mie deduzioni ero partito da quanto scritto da Lattanzi nel suo libro, cioè l'elenco dei quattro (Riccardo, ne avevo saltato uno nel nostro scambio privato) ufficiali presenti a Guidonia la mattina del 9 settembre: il direttore superiore generale Ferdinando Bertozzi Olmeda, ingegnere; il tenente colonnello Antonio Eula, ingegnere; il capitano Augusto Bordin, geometra, e forse il colonnello AARS Ancinelli, di cui non viene fornito titolo accademico, cosa che ai nostri fini è irrilevante perché ufficiale del Ruolo Servizi e non del Genio Aeronautico. Penso poi che, viste le finalità della DSSE, nessun ufficiale dovesse possedere conoscenze botaniche per motivi d'ufficio ma che queste derivassero da un interesse personale, un hobby lo chiameremmo oggi, quindi da questo punto di vista andavano bene tutti e non avevo elementi particolari per orientarmi su uno o un altro. A farmi orientare verso Eula è stata un'altra cosa: quando parla di cosa fanno i figli dice che Franco è iscritto a medicina e a Roma c'è un Poliambulatorio intitolato a "Tenente Franco Eula": ho pensato ad un figlio medico, che fa il servizio militare come ufficiale CSA (o che entra in SPE in tale ruolo), cade in servizio e gli viene intitolato un poliambulatorio. Evidentemente solo una fortuita coincidenza.
Ma evidentemente Lattanzi non ha avuto informazioni complete nello scrivere il suo libro. E il tuo riferimento al platino fa mi ha fatto pensare a qualcuno della Divisione Chimica-Tecnologica: e a questo punto penso che il "nostro" sia il colonnello Luciano Montelucci: dopo essere stato direttore della Divisione, diventò professore di fitogeografia, quindi spiegate le sue conoscenze di botanica, all'Università di Firenze, la città dove all' 8 settembre erano la moglie e il figlio minore. Se non è Montelucci, mi arrendo.
Michele

PS: Da dove trai notizia della donazione delle collezioni botaniche ed erbari all'erbario di Roma? Da altre sue lettere? Hai anche la busta che conteneva la lettera che ci hai mostrato? Se si, c'è anche il nome dello Spinosa e, sperabilmente, il grado (anche se si capisce che non era più in servizio)?

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MessaggioInviato: 24/10/2017, 7:08 
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una delle sezioni dell'erbario di roma e la collezione montelucci da lui donata al museo.
non ho la busta, ma altri documenti dello spinosa anche lui gari che però aderisce alla rsi e va a lavorare alle reggiane.
devo andare a lavorare stasera ti posto altro
umberto


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MessaggioInviato: 24/10/2017, 20:14 
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morek ha scritto:
chi scrive era uno dei massimi studiosi italiani e a lui sono intitolate una scuola e una strada.
Ho trovato scuola e strada, naturalmente a Guidonia, ma sono entrambe intitolate a Giuliano Montelucci, mentre il Lattanzi lo chiama Luciano: sicuramente il Comune di Guidonia ha usato il nome giusto e anche tu dalla firma puoi certamente confermare che siamo davanti ad un'altra inesattezza del Lattanzi (libro oltretutto pieno di refusi: ma gli editori hanno abolito la correzione delle bozze?).
Una curiosità che mi viene è: per quali particolari meriti verso la città Montelucci è stato onorato con l'intitolazione di una scuola e di una strada? Nella toponomastica stradale di Guidonia compaiono vari personaggi legati al volo: i precursori Archita da Taranto e Leonardo Da vinci; i mongolfieristi Vincenzo Lunardi e Francesco Zambeccari; altri le cui imprese sono legate all'aeroporto: Del Prete, Cecconi, Maddalena, Pezzi; teorici come Giulio Douhet o altri solo molto famosi, come De Pinedo, che con Montecelio e Guidonia ha avuto poco a che fare, visto che tutti i suoi grandi raid li ha fatti con idrovolanti. Della DSSE mi sembra ci sia solo lui. Altra intitolazione di strade che mi incuriosisce molto è il viale C. Ferrari: chissà se è il Carlo Ferrari che fu a lungo direttore della Scuola di Ingegneria Aeronautica del Politecnico di Torino (ma di cui mi sfugge il nesso con Guidonia).
Michele

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MessaggioInviato: 24/10/2017, 21:21 
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non sono capace di mettere il link quindi ho copiato ed incollato
Giuliano Montelucci nacque a Reggello (Firenze) il 22 maggio 1899 da Ruggero, nato ad Arezzo e medico condotto a Rignano sull’Arno, ed Elvira Piazzesi, nata a S. Giovanni Valdarno. Morì a Guidonia il 1° maggio 1983.

Come ragazzo del ’99, Montelucci partecipò alla I Guerra Mondiale nel Genio Pontieri, sul Piave. Si laureò in Chimica pura all’Università di Pisa nel 1922 e nel 1924 entrò per concorso, come chimico, nell’allora Regia Aeronautica Italiana, lavorando prima a Roma poi all’Aeroporto di Guidonia (allora Aeroporto di Montecelio), città nella quale vivrà per tutto il resto della sua vita. Qui diede un grande contributo allo sviluppo dell’aeronautica italiana, che ottenne in quegli anni risultati eccezionali, svolgendo la propria attività presso la Direzione Superiore Studi ed Esperienze (DSSE). Montelucci era il Capo della Divisione Chimica-Tecnologica, che a sua volta era suddivisa in quattro Sezioni che si occupavano rispettivamente di: Carburanti, lubrificanti, vernici; Prove meccaniche e tecnologiche; Metallurgia, Metallografia; Chimica, Fisica. Per le sue particolari competenze fu chiamato ad insegnare nella Scuola di Guerra aerea di Firenze e all’Accademia Aeronautica di Nisida e Pozzuoli. Raggiunse a fine carriera il grado di generale. Non è noto a molti che le ampolle sferiche di vetro contenenti il pigmento con cui fu colorata la famosa “tenda rossa” della spedizione al Polo Nord del generale Umberto Nobile del 1928, furono realizzate, su espressa richiesta dello stesso Nobile, proprio da Montelucci (AMMATURO, 1978).
Malgrado i suoi numerosi e gravosi impegni professionali il prof. Montelucci riuscì sempre a coltivare la sua più grande passione, quella per gli studi botanici, divenendo in breve tempo uno dei migliori conoscitori della flora e della vegetazione del Lazio e dell’Italia centrale, e uno dei più noti ed apprezzati botanici italiani. Nel 1956 ottenne dall’Università di Firenze la libera docenza in Geobotanica. Insieme ad altri botanici laziali, tra i quali i proff. Vincenzo Rivera e Bruno Anzalone, istituì nel 1950 la Sezione Laziale della Società Botanica Italiana, della quale fu presidente per 32 anni e che oggi è a lui intitolata.

Fu membro di diverse altre società scientifiche (come ad es. l’Accademia Italiana di Scienze Forestali e la Società Italiana di Biogeografia) ed iscritto a diverse associazioni ambientaliste e culturali (WWF, Pro Natura Romana, Società Tiburtina di Storia e d’Arte). Fu anche vicepresidente nazionale della Società Botanica Italiana, vicepresidente della Commissione consultiva del Parco Nazionale del Circeo e, negli anni 1980-81, presidente del Rotary Club di Guidonia.


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MessaggioInviato: 24/10/2017, 21:41 
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comunque la sua azione più importante è come "defensor naturae" .
Sono sue più di cento pubblicazioni, in massima parte di carattere botanico, come suo è l’elenco delle piante da proteggere della L.R. n° 61 del 19/9/1974, redatto per conto della Regione Lazio. E se ho capito bene i parchi naturali ddell'inviolata e altri della zona sono dovuti a lui e alle sue battaglie ambientaliste.


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MessaggioInviato: 24/10/2017, 21:45 
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Umberto, grazie per i dati biografici di Montelucci: ora mi è più chiaro perché Guidonia gli ha intitolato scuola e strada.
Michele

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