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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 28/11/2021, 19:01 
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Iscritto il: 17/04/2016, 21:48
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chiedo un aiuto ai forumers.

Tra i francobolli sovrastampati PM non venne previsto il valore da 75 centesimi.
Ma il valore della serie imperiale ( senza sovrastampa) venne distribuito dagli Uffici di posta militare?
Esiste un documento ufficiale in cui si elencano i valori distribuiti dagli uffici di posta militare?

Io non ne ho trovati molti ( a dire il vero 1 solo) usati per affrancature di buste spedite da uffici di posta militare nel periodo bellico fino al 8 settembre 43.

Grazie


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MessaggioInviato: 29/11/2021, 13:08 
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Iscritto il: 11/10/2014, 12:23
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ciao Fabrizio544,

la ricerca del "documento ufficiale" mi sembra velleitaria: ovviamente ti auguro di trovarlo e condividerlo, ma la vedo dura.
Nel frattempo magari si potrebbe spendere qualche riflessione in merito al valore facciale interessato: nella corrispondenza dai militari che tipo di tariffa si sarebbe potuta assolvere con 75cent.?
Me lo chiedo perché -come è noto- il facciale dei francobolli nasce almeno in origine per assolvere all'esigenze di affrancare (anche singolarmente) con il minor numero di francobolli disponibili:
In senso più ampio, qualora non si riscontrassero specifiche esigenze tariffarie dei militari, si potrebbe ipotizzare che le forniture ai soldati potessero essere state -a buon ragione- scarse.

_________________
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MessaggioInviato: 29/11/2021, 16:55 
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Iscritto il: 30/10/2012, 14:25
Messaggi: 5223
Penso che Martino abbia centrato il problema.L'imperiale era distribuita negli U.P.M. ma l'affrancatura regina era 50 cent. imperiale + 50 cent. aerea Miti. Marchese valuta il 75 cent. (Cartolina illustrata x estero). 4/5 punti, quindi non una rarità, anche se io non l'ho mai visto in P.M. Quando gli uffici postali militari richiedevano i valori bollati, era ovvio che ordinavano i valori più richiesti, il 75 cen. richiedeva l'integrazione di altri francobolli che al fronte non sempre si poteva soddisfare, come dire che a Tripoli si poteva fare, ma ad el Alamein o al fronte del Don,dove non sempre arrivavano i francobolli...., in compenso troviamo tante lettere dai fronti non affrancate. Non credo che i soldati abbiano scritto tante cartoline illustrate per l'estero che per di più erano proibite. Penso che vi sarebbero altri valori oltre al 75 cen. poco o per niente usati come il 5 cent. o il 25 cen. aerea,quanti ne avete visti?
Ciao Fabrizio
Roby

Lettera dal Kossovo affrancata con posta aerea 25x2 Miti e imperiale 20 + 30 in tariffa lettera aerea. 3.6.41


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MessaggioInviato: 29/11/2021, 19:32 
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Iscritto il: 05/06/2013, 11:23
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Effettivamente i valori che segnali, Roby, sono pochissimo usati. Ho una sola lettera con il 25 centesimi di Posta Aerea.
Un saluto a tutti, Nenad.


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Commento file: Lettera inviata il 20 aprile 1942 per via aerea con la Posta Militare 151 da Spalato a Cesano di Roma. Il mittente della stessa è il Generale Renato Mennicchi.
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MessaggioInviato: 29/11/2021, 19:59 
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Iscritto il: 17/04/2016, 21:48
Messaggi: 441
Si ammetto che la mia ricerca del documento ufficiale possa essere velleitaria. Forse ho avuto troppa fiducia nella volontà dell’amministrazione pubblica a regolare sempre tutto con disposizioni ad hoc.
Quindi diamo per acquisito che gli uffici di posta militare funzionassero come i normali uffici civili nelle operazioni di approvvigionamento. Facevano una richiesta in base alla loro necessità e alla richiesta “media” della clientela.

Tralascerei la difficoltà di approvvigionamento di alcuni uffici dislocati in aree di guerra particolarmente difficoltose.
Restando quindi a quegli uffici dove le operazioni di guerra permettevano un regolare funzionamento essi avrebbero potuto avere a disposizione tutti i tipi di francobolli della serie imperiale e miti come in qualunque ufficio di posta civile. Eppure da quanto si osserva nei documenti esposti nelle varie collezioni e soprattutto qui sul forum, alcuni valori ( vedi anche il 25 cent miti segnalato da Roberto) scarseggiano nelle varie affrancature.
Ovviamente concordo che l’emissione di un francobollo in genere corrispondeva alla necessità di assolvere una determinata tariffa ma nel periodo bellico mi sembra che questa non fosse una “regola” ( affrancare con il minor numero di francobolli) particolarmente praticata.

Il valore da me citato, 75 cent, poteva servire per affrancare una cartolina per estero, almeno nel primo periodo in cui mi pare non sussistessero divieti ad inviare una cartolina, anche illustrata, all’estero. ( attenzione a ben distinguere nel termine “illustrate” quelle con testo epistolare, 5 parole o quelle con immagini/foto di località). Inoltre con il 75 cent si sarebbe potuta comporre, con un solo francobollo, la tariffa ridotta verso altro militare via aerea oppure integrare un biglietto postale da 25 cent per la tariffa del primo porto via aerea. Mi rendo conto che sono tutte tariffe/usi ristrette a pochi casi. Inoltre mi pare che gli uffici di PM fossero ben forniti anche dei valori da 25 cent che ben si prestavano a comporre la tariffa da 1 lira al pari di due valori da 50 cent.

Probabilmente ha ragione l’amico Barrett quando suggeriva che non si riscontrarono specifiche esigenze tariffarie per la corrispondenza dei militari tanto che non ne venne prevista la sovrastampa PM così come per il valore indicato da Roberto. A questo punto potrebbe essere che i pochi esemplari trovati provenissero da dotazioni personali dei singoli militari.

Grazie, sia a Roberto che a Roger- Martino per avermi aiutato a risolvere questa mia curiosità.


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MessaggioInviato: 29/11/2021, 20:05 
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Iscritto il: 17/04/2016, 21:48
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Ecco l'unico uso a me noto ora con un valore sovrastampato PM.

Visto l'eccesso di affrancatura viene naturale pensare che potesse essere un francobollo nella disponibilitàò del militare e che lo usò non curandosi dei 25 cent persi.

PM 148, Grecia.


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